Notizie Sir del giorno: Papa alla Fao, Brexit, 75° Deportazione ebrei romani, Sinodo, sacerdote messicano ucciso, Giornata alimentazione

Papa Francesco: messaggio alla Fao, “uscire dal torpore” per dare da mangiare a chi ha fame

“Sono sempre di più quelli che, purtroppo, fanno parte di quel numero ingente di esseri umani che non hanno nulla, o quasi nulla, da mangiare”. A lanciare il grido d’allarme è il Papa, nel messaggio indirizzato oggi al direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, che “pone in primo piano nell’attualità internazionale le necessità, le ansie e le speranze di milioni di persone che mancano del pane quotidiano”, scrive Francesco. “Dovrebbe essere il contrario e, tuttavia, le recenti statistiche sono di un’evidenza sconcertante nel mostrare come la solidarietà internazionale sembra raffreddarsi”, il monito del Papa: “E, mentre scarseggia la solidarietà, oggi tutti siamo consapevoli del fatto che le soluzioni tecniche e i progetti, compresi i più elaborati, non sono in grado di fronteggiare la tristezza e l’amarezza di quanti soffrono perché non possono nutrirsi in modo sufficiente e sano”. (clicca qui)

Brexit: manca ancora l’accordo Ue-Londra. Tusk, “pronti a ogni scenario”. Conte, “Fallimento negoziati sarebbe un salto nel vuoto”

(Bruxelles) La volontà di portare avanti i negoziati per una Brexit concordata c’è, ma “allo stesso tempo, responsabili come siamo, dobbiamo preparare l’Ue a uno scenario senza accordi, che è più probabile che mai”. Donald Tusk non nasconde le difficoltà che persistono sugli accordi con Londra per il “divorzio” dall’Unione, fissato al 29 marzo 2019. Al momento non si profila ancora un accordo globale ed esaustivo per cui, nella lettera di invito spedita dal presidente del Consiglio europeo ai 28 leader dei Paesi membri, Tusk mette in guardia rispetto a ogni possibile scenario. Il summit dei 28 si svolgerà da domani sera a giovedì, per poi essere seguito da un vertice dell’Eurozona e da un summit fra Europa e Asia, fino a venerdì. (clicca qui)
Delle difficoltà a chiudere l’intesa ha parlato oggi anche il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, nel corso delle comunicazioni al Parlamento in vista del Consiglio europeo. Per l’accordo sulla Brexit “i tempi sono strettissimi. Dovremo lavorare tutti con buonsenso, senza cedere alle emozioni o a reazioni istintive, per evitare un fallimento dei negoziati che sarebbe un salto nel vuoto con presumibile effetto negativo per imprese e cittadini”. Il premier ha ribadito che “è nostro dovere garantire un recesso ordinato, secondo modalità che siano chiare e che garantiscano la protezione dei diritti acquisiti dei cittadini europei e la stabilità economica e finanziaria per le imprese”. Inoltre, “un altro tema centrale per l’Italia e per molti Paesi europei è quello della protezione delle indicazioni geografiche e delle regole d’origine”, ha proseguito Conte, precisando che “qualsiasi intesa con il Regno Unito dovrà preservare e valorizzare questo imprescindibile patrimonio di conoscenze, tradizioni, opportunità economiche”. (clicca qui)

75° Deportazione ebrei romani: Mattarella, “ferita insanabile”. “Svuotare i depositi di intolleranza, frenare le tentazioni di sopraffazione”

“Il 16 ottobre 1943 fu un sabato di orrore, da cui originò una scia ancor più straziante di disperazione e morte: la deportazione degli ebrei dal ghetto di Roma costituisce una ferita insanabile non solo per la comunità tragicamente violata, ma per l’intero popolo italiano”. Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 75° anniversario della deportazione degli ebrei dal ghetto di Roma. A seguito delle leggi razziali “oltre duemila italiani di origine ebraica scomparvero da Roma in pochi mesi, costretti nei treni della morte verso i campi nazisti”. Per il Capo dello Stato, “le lezioni più tragiche della storia vanno richiamate alla conoscenza e alla riflessione delle giovani generazioni, affinché, nel dialogo, cresca la consapevolezza del bene comune”. “Il sacrificio, la tribolazione, il martirio di tanti innocenti è un monito permanente alla nostra civiltà, che si è ricostruita promettendo solennemente ‘mai più’ e, tuttavia – conclude Mattarella – ogni giorno è chiamata a operare per svuotare i depositi di intolleranza, per frenare le tentazioni di sopraffazione, per affermare il principio dell’eguaglianza delle persone e del rispetto delle convinzioni di ciascuno”. (clicca qui)
In occasione del 75° anniversario della deportazione degli ebrei romani anche i presidenti di Senato e Camera, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico, e il premier Giuseppe Conte hanno inviato messaggi e lettere.

Sinodo 2018: Ruffini, il 25 ottobre pellegrinaggio dei padri sinodali nell’ultimo tratto della Via Francigena

Il 25 ottobre, i padri sinodali riuniti in Vaticano per il Sinodo dei vescovi sui giovani compiranno un pellegrinaggio lungo l’ultimo tratto della Via Francigena. Ad annunciarlo ai giornalisti, durante la conferenza stampa a conclusione della seconda settimana, è stato Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede. Il percorso del pellegrinaggio, promosso dal Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, si snoderà lungo i 6 chilometri che separano il Parco di Montemario da piazza San Pietro, punto di arrivo del pellegrinaggio, che si concluderà con una celebrazione eucaristica sulla tomba di Pietro. Intanto il Papa – ha reso noto Ruffini – ha ricevuto 1.509 cartoline scritte dai giovani francesi che hanno partecipato a un evento pre-sinodale che ha coinvolto le otto diocesi dell’Ile-de-France. (clicca qui)

Ponti di pace: appello finale, “c’è attesa di pace da parte degli umili e dei poveri della terra. Non possiamo chiuderci nel pessimismo”

“C’è tanta attesa di pace da parte degli umili e dei poveri della terra, dei feriti dalla vita. Non possiamo chiuderci nel pessimismo o, peggio, nell’indifferenza. Bisogna cambiare i cuori e aprire le menti alla pace”. Lo scrivono i leader religiosi nell’Appello di Pace che è stato letto questa sera alla cerimonia finale che si sta svolgendo in piazza Maggiore al termine dell’Incontro internazionale “Ponti di pace” promosso nello “Spirito di Assisi” dalla Comunità di sant’Egidio e dall’arcidiocesi di Bologna. “Ci impegniamo – scrivono i leader delle grandi religioni mondiali – a lavorare per rimuovere quanto è spesso all’origine di molti conflitti: l’avidità di potere e di denaro, il commercio delle armi, il fanatismo, il nazionalismo esasperato, l’individualismo e l’affermazione del proprio gruppo elevato a criterio assoluto, la creazione di capri espiatori”. “Occorre oggi cambiare il proprio cuore per costruire un futuro di pace. Questo è il punto di partenza!”.(clicca qui)

Messico: cordoglio per l’uccisione a Tijuana di padre Ícmar Arturo Orta. È il settimo sacerdote assassinato nel Paese dall’inizio dell’anno

Non è ancora stata fissata la data delle esequie di padre Ícmar Arturo Orta, sacerdote dell’arcidiocesi di Tijuana trovato morto sabato scorso, dopo che non si avevano sue notizie da giovedì, quando aveva celebrato la messa nel quartiere Colonia Obrera. Secondo le prime informazioni della Polizia messicana, emerge che il corpo del sacerdote è stato ritrovato con mani e piedi legati e con segni di violenza su tutto il corpo. Si tratta del settimo sacerdote ucciso in Messico dall’inizio dell’anno. L’arcivescovo di Tijuana, mons. Francisco Moreno Barrón, ha inviato domenica scorsa due brevi messaggi, rispettivamente al presibiterio della diocesi e alla parrocchia di San Luigi re di Francia, della quale padre Orta era parroco. Nella giornata di ieri è stato diffuso un comunicato dalla Conferenza episcopale messicana (Cem), nel quale si esprimono sentimenti di vicinanza e preghiera. Inoltre si confida che “le autorità competenti chiariscano quanto accaduto al nostro fratello sacerdote e agiscano di conseguenza”. (clicca qui)

Giornata alimentazione: Coldiretti, “il 71% degli italiani taglia gli sprechi”

“Dal ritorno in cucina degli avanzi ad una maggiore attenzione alla data di scadenza, ma anche la richiesta della family bag al ristorante e la spesa a chilometri zero dal campo alla tavola con prodotti più freschi che durano di più sono alcune delle strategie messe in atto da oltre 7 italiani su 10 (71%) che nel 2018 hanno diminuito o annullato gli sprechi alimentari”: è quanto risulta da un’indagine Coldiretti/Ixè presentata in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione promossa a livello globale dalla Fao. Gli sprechi domestici, secondo la Coldiretti, “rappresentano in valore ben il 54% del totale e sono superiori a quelli nella ristorazione (21%), nella distribuzione commerciale (15%), nell’agricoltura (8%) e nella trasformazione (2%) per un totale di oltre 16 miliardi che finiscono nel bidone in un anno. Non si tratta quindi solo di un problema etico ma determinano anche effetti sul piano economico e anche ambientale per l’impatto negativo sul dispendio energetico e sullo smaltimento dei rifiuti”. (clicca qui)

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