Non profit: Istat, nel 2016 più istituzioni religiose, sindacati e associazioni ambientaliste. Tra i dipendenti prevalgono donne, impiegati e part-time

Rispetto al 2015, le istituzioni non profit in crescita sono quelle impegnate nelle attività della religione (+14,4%), delle relazioni sindacali (+5,8%) e dell’ambiente (+6,2%); al contrario, risultano in calo i settori della cooperazione e solidarietà internazionale (-6,5%), della filantropia e promozione del volontariato (-4,7%) e dello sviluppo economico e coesione sociale (-3,3%). Lo rende noto oggi l’Istat diffondendo i dati su “Struttura e profili del settore non profit” per l’anno 2016. “Nonostante tali variazioni – spiega l’Istituto nazionale di statistica -, la distribuzione per attività economica permane sostanzialmente stabile, con il settore della cultura, sport e ricreazione che raccoglie quasi due terzi delle unità, seguito da quelli dell’assistenza sociale e protezione civile (9,3%), delle relazioni sindacali (6,4%), della religione (4,8%), dell’istruzione e ricerca (3,9%) e
della sanità (3,5%)”.
Stando ai dati diffusi, nel biennio 2015-2016, i dipendenti sono cresciuti in misura relativamente maggiore nel settore della religione (+28,2%) ma anche in quello della cultura, sport e ricreazione (+9,1%) mentre hanno registrato un calo nell’ambito delle altre attività (-16,8%), della filantropia e promozione del volontariato (-9,0%) e della cooperazione e solidarietà internazionale (-6,4%). “Sebbene meno concentrati delle istituzioni, oltre la metà dei lavoratori dipendenti – precisa l’Istat – ricade nell’ambito dell’assistenza sociale (36,4%) e della sanità (22,6%); seguono quelli impiegati nei settori dell’istruzione e ricerca (15,1%) e dello sviluppo economico e coesione sociale (11,9%)”.
Altri dati riguardano il profilo socio-demografico dei dipendenti. Nelle istituzioni non profit la quota di donne è molto superiore a quella di maschi (71,9% contro 28,1%) mentre nelle imprese prevale la componente maschile (59,4%). La distribuzione per classe di età è piuttosto allineata tra settore non profit e profit, con oltre il 57,3% dei dipendenti compreso nella classe 30-49 anni (56,9% tra le imprese), il 31,6% in quella 50 anni e più (27,3% nelle imprese) e l’11,1% sotto i 30 anni (15,6% nelle imprese).
I dipendenti delle istituzioni non profit sono prevalentemente inquadrati con la qualifica di impiegati (54,5%) e lavorano con un regime orario a tempo parziale (51,8%) mentre quelli delle imprese sono assunti principalmente con la qualifica professionale di operaio (54,2%) e con un contratto di lavoro a tempo pieno (71,9%). Inoltre, la quota di lavoratori a tempo determinato è lievemente superiore nel settore non profit rispetto a quella osservata tra le imprese (15,5% contro 12,3%).

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