Salute mentale: Msf, “aiutiamo i pazienti a superare i traumi che hanno subito” in zone segnate da emergenze umanitarie

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, in tutto il mondo una persona su quattro soffre di qualche tipo di disturbo legato alla salute mentale, ma circa il 60% dei malati non cerca aiuto. “Questa percentuale aumenta sensibilmente quando si aggiungono fattori quali la persecuzione, la necessità di fuggire da conflitti armati o disastri naturali, la mancanza di accesso a cure mediche salvavita”. Lo ricorda, nella Giornata mondiale della salute mentale, che si celebra oggi 10 ottobre, Medici senza frontiere (Msf) che da vent’anni dedica alla salute mentale programmi specifici durante le emergenze umanitarie in decine di Paesi. Per le persone che hanno vissuto violenze o disastri naturali, che sono state separate dalle loro famiglie o hanno visto morire persone care, la sopravvivenza va oltre il benessere fisico. “In tutto il mondo siamo impegnati a supportare e aiutare i pazienti a superare i traumi che hanno subito, affinché il corso delle loro vite non sia del tutto compromesso – spiega Ester Russo, psicologa di Msf in Italia -. Spesso le persone che incontriamo hanno difficoltà a riconoscere se stesse, a raccontarsi e a chiedere aiuto, sono donne e uomini completamente sfiduciati e hanno perso ogni forma di speranza”.
Nel Campo di protezione dei civili (Poc) di Malakal, in Sud Sudan, che da anni accoglie migliaia di sfollati in fuga dalle violenze nella regione, Msf ha visto aumentare il numero di suicidi e tentati suicidi. Nel campo di Moria, sull’isola greca di Lesbo, c’è un’emergenza senza precedenti, per la salute fisica e psicologica degli uomini, delle donne e soprattutto dei bambini. Dopo quattro anni di conflitto, nell’est dell’Ucraina, i villaggi semi abbandonati sono abitati soprattutto da persone anziane, che vivono nella solitudine, soffrono di ansia e depressione. “Spesso la sfida più grande per i team di salute mentale di Msf è ottenere la fiducia delle persone, condizionate negativamente dalle loro storie e dagli incontri disumani che ne hanno causato la sofferenza”, sottolinea Russo. Msf porta avanti interventi di salute mentale e psicosociali come parte del proprio lavoro nelle emergenze dal 1998. Nel 2017, le équipe di Msf hanno effettuato 306.300 consultazioni individuali di salute mentale e 49.800 sessioni di gruppo in 52 Paesi sui 72 in cui opera. Anche in Italia l’attività di assistenza psicologica è fondamentale per rifugiati e migranti, come nel centro di riabilitazione per le vittime di tortura a Roma. Inoltre, Msf ha offerto primo soccorso psicologico agli sbarchi in Italia, nella provincia di Trapani ha fornito sopporto psicosociale ai richiedenti asilo nei Cas e ha aperto una clinica psicoterapeutica in collaborazione con autorità italiane per affrontare i casi più gravi.

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