Papa Francesco: udienza, i genitori con figli disabili o malati hanno bisogno di “vicinanza e solidarietà”, non di “frettolosi consigli di interrompere la gravidanza”

foto SIR/Marco Calvarese

“La violenza e il rifiuto della vita nascono in fondo dalla paura. L’accoglienza dell’altro, infatti, è una sfida all’individualismo”. Lo ha detto il Papa, che durante l’udienza di oggi, pur senza mai adoperare la parola aborto, si è soffermato sul dramma della soppressione della vita umana innocente, a partire dal divieto posto dalla quinta Parola del Decalogo: non uccidere. “Pensiamo, ad esempio, a quando si scopre che una vita nascente è portatrice di disabilità, anche grave”, l’esempio scelto da Francesco: “I genitori, in questi casi drammatici, hanno bisogno di vera vicinanza, di vera solidarietà, per affrontare la realtà superando le comprensibili paure. Invece spesso ricevono frettolosi consigli di interrompere la gravidanza”. “Cioè un modo di dire, significa fare fuori uno direttamente”, ha precisato il Papa a braccio. “Un bimbo malato è come ogni bisognoso della terra, come un anziano che necessita di assistenza, come tanti poveri che stentano a tirare avanti”, ha affermato Francesco: “Colui, colei che si presenta come un problema, in realtà è un dono di Dio che può tirarmi fuori dall’egocentrismo e farmi crescere nell’amore”. “La vita vulnerabile ci indica la via di uscita, la via per salvarci da un’esistenza ripiegata su sé stessa e scoprire la gioia dell’amore”, ha assicurato il Papa. “E qui vorrei fermarmi per ringraziare tanti volontari, il forte volontariato italiano, che è il più forte che io ho conosciuto! Grazie”, il tributo ancora a braccio.

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