Minori: Terre des Hommes, in Italia oltre 1.500 baby mamme, record in Sicilia. Il dossier “Indifesa” sui diritti negati

Anche l’Italia non è immune dal fenomeno delle gravidanze precoci: nel 2016 il numero di bambini nati da madri minorenni è stato di 1.539, ovvero lo 0,33% del totale delle nascite. La maggioranza di queste baby mamme sono italiane (1.226) e più della metà delle nascite si sono registrate nella fascia d’età dei 17 anni (984 parti), mentre sono stati 500 i bambini nati da madri 16enni, 44 da madri appena 15enni e 11 da madri con meno di 15 anni. A livello territoriale, la Sicilia è risultata essere la regione in cui si è registrato il più alto numero di nascite con madri minorenni (377, di cui 6 ragazzine che non avevano ancora compiuto 15 anni), seguita da Campania (277), Lombardia (162) e Lazio (92). Sono alcuni dei dati che emergono dal Dossier della Campagna Indifesa presentato oggi a Roma da Terres des Hommes, che quest’anno punta i riflettori sull’importanza dell’istruzione per proteggere le bambine da alcune delle più frequenti violazioni dei loro diritti come i matrimoni e le gravidanze precoci. Il dossier viene pubblicato alla vigilia della Giornata mondiale delle bambine che si celebra l’11 ottobre. Uno studio dell’Unpfa ha calcolato che se tutte le ragazze dell’Africa Subsahariana e del Sud-est asiatico potessero completare la scuola secondaria i matrimoni precoci sarebbero più che dimezzati (-64%) e le nascite da madri minorenni calerebbero del 59% . In queste due regioni ad alto incremento demografico si concentrano la maggior parte delle baby spose e baby mamme, spesso costrette a sposare uomini più grandi di loro, subire abusi e portare avanti gravidanze non desiderate che mettono a rischio la salute del loro corpo e del bambino. Ma i matrimoni e le gravidanze precoci, oltre a privare le bambine dei loro diritti fondamentali – istruzione, salute, protezione – privano anche la società del potenziale enorme rappresentato dal contributo che le ragazze possono dare con un lavoro qualificato se hanno accesso a un’istruzione di qualità. La Banca Mondiale lo calcola tra i 15.000 e i 30.000 miliardi di dollari. Ragazze che molto spesso finiscono per abbandonare la scuola e l’idea di un futuro legato a un lavoro professionale qualificato. Per consultare il Dossier “La condizione delle bambine e le ragazze nel mondo” 2018: http://bit.ly/dossier_indifesa_2018

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