Papa Francesco: ai rosminiani, “fedeltà alla sede di Pietro elemento imprescindibile”. “La santità è la via della vera riforma della Chiesa”

“La fedeltà alla sede di Pietro esprime l’unità nella diversità e la comunione ecclesiale, elemento imprescindibile per una fruttuosa missione”. Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza, nella Sala dei Papi, i partecipanti al capitolo generale dell’Istituto della Carità (Rosminiani). Francesco ha esordito citando una frase del loro fondatore, il beato Antonio Rosmini: : “Il cristiano dovrà nutrire in se stesso un affetto, un attaccamento, ed un rispetto senza limite alcuno per la Santa Sede del Pontefice Romano”. Poi, citando il tema del capitolo dei rosminiani – “Siate perfetti…siate misericordiosi”, ha ribadito che “la santità e l’esercizio delle virtù non sono riservate a pochi, e nemmeno a qualche momento particolare dell’esistenza. Tutti possono viverle nella quotidiana fedeltà alla vocazione cristiana; i consacrati, in particolare, nella fedele adesione alla professione religiosa”. “La santità è la via della vera riforma della Chiesa, che, come ben vide Rosmini, trasforma il mondo nella misura in cui riforma sé stessa”, ha affermato il Papa, esortando i presenti a “progredire nella fecondità del silenzio interiore e nell’eroismo del silenzio esteriore”. “Questa è la strada che produce frutti di bene e di santità, la strada che hanno percorso i Santi e che la Chiesa indica ad ogni credente”, ha commentato Francesco, secondo il quale è anche “importante mantenere quella ‘santa indifferenza’ che il vostro Fondatore attinse da Sant’Ignazio di Loyola: senza di essa non è possibile attuare un’autentica carità universale”. “Nella vostra attività ecclesiale, vi invito a disporre le opere di carità corporale, intellettuale, spirituale e pastorale in modo tale da assecondare sempre lo Spirito Santo che indica dove, quando, e come amare”, la raccomandazione del Papa, che ha sottolineato come “l’azione educativa non si riduce a semplice istruzione, ma è carità intellettuale”. Menzionando la presenza dei rosminiani “in India, in Tanzania e Kenia, oltre che nell’area degli Stati Uniti d’America e dell’Europa”, Francesco li ha incoraggiati “ad essere uomini dalle mani sempre tese verso i sofferenti, per portare loro il soccorso della fede e della carità”. Il Papa ha citato, in particolare, le religiose e le religiose “che operano in Venezuela, chiamati a testimoniare prossimità spirituale e materiale alla popolazione così duramente provata” e ha chiesto che i laici “siano resi sempre più partecipi della vostra vita comunitaria”.

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