Notizie Sir del giorno: Sinodo, occupazione in Italia, referendum Macedonia, Aznavour, Nicaragua, recita Rosario, sanità

Sinodo: card. Baldisseri, 267 i padri sinodali, 36 i giovani. Il 27 ottobre verrà presentato al Papa il documento finale

Saranno 267 i padri sinodali che parteciperanno al Sinodo dei vescovi sui giovani, in programma in Vaticano dal 3 al 28 ottobre. Lo ha annunciato il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi. Tra i membri – ha precisato durante il briefing di presentazione del Sinodo, in corso in Sala stampa vaticana – si contano 50 cardinali (tra cui due patriarchi e 3 arcivescovi maggiori), 6 patriarchi, 1 arcivescovo maggiore, 44 arcivescovi, 101 vescovi residenziali, 37 ausiliari, 6 vicari apostolici e 1 vescovo prelato), 10 religiosi in rappresentanza dell’Unione dei Superiori Generali e 10 membri non insigniti dell’ordine episcopale tra Presbiteri e religiosi. Tra gli altri partecipanti, si contano 23 esperti, “designati in virtù delle loro competenze per contribuire ai lavori sinodali in qualità di collaboratori dei Segretari Speciali”, così come 49 uditori e uditrici, provenienti anch’essi da ogni parte del mondo. “Fra costoro – ha precisato il cardinale – figurano non solo molti specialisti ed operatori della pastorale giovanile ma anche ben 36 giovani tra 18 e 29 anni, che contribuiranno con la loro vivace presenza a far sentire la voce di tanti loro coetanei”. Significativa sarà poi la presenza di otto Delegati fraterni, rappresentanti di altre Chiese e Comunità ecclesiali. Durante i 25 giorni del Sinodo, i Padri sinodali lavoreranno insieme agli altri partecipanti, secondo le loro proprie mansioni, sull’Instrumentum laboris che sarà il testo base per l’elaborazione del Documento finale e raccoglierà in sintesi i risultati raggiunti dalla XV Assemblea Generale Ordinaria. Il progetto del Documento finale sarà presentato nella mattina di mercoledì 24 ottobre in Aula. “I Padri sinodali nella Congregazione Generale del pomeriggio potranno intervenire ulteriormente sul progetto, sia in forma orale che per iscritto”, ha informato Baldisseri. Il testo definitivo del Documento finale sarà presentato in Aula nel mattino di sabato 27 ottobre e nel pomeriggio sottoposto al suffragio dei Padri sinodali. Una volta da loro votato, sarà consegnato al Sommo Pontefice, “al quale compete ogni decisione in merito”, ha concluso il cardinale. (clicca qui)

Lavoro: Istat, ad agosto stima occupati torna a crescere con +0,3% su luglio (+69mila). Tasso di disoccupazione al 9,7% (-0,4%)

“Dopo il calo dei due mesi precedenti, la stima degli occupati ad agosto 2018 torna a crescere (+0,3% su base mensile, pari a +69mila unità). Il tasso di occupazione raggiunge il 59%. L’aumento congiunturale dell’occupazione riguarda donne e uomini e si distribuisce tra le persone maggiori di 25 anni”. Lo comunica oggi l’Istat, diffondendo i dati provvisori su “Occupati e disoccupati” ad agosto 2018.
La ripresa dell’occupazione, spiega l’Istat, “coinvolge sia i dipendenti permanenti sia quelli a termine, mentre calano gli indipendenti”. “Nell’arco dei dodici mesi – prosegue l’Istituto nazionale di statistica – la crescita occupazionale rimane consistente, concentrata tra i lavoratori a termine e gli ultracinquantenni. Con l’ulteriore calo di agosto, la disoccupazione torna ai livelli dell’inizio del 2012. Meno intense le variazioni dell’inattività che registra comunque un saldo annuo positivo”. Stando ai dati diffusi, il tasso di disoccupazione scende al 9,7% (-0,4 punti percentuali su base mensile), mentre aumenta lievemente quello giovanile che si attesta al 31% (+0,2 punti). Nel trimestre giugno-agosto, sono cresciuti “in misura intensa” i lavoratori a termine (+3,5%, +105mila), mentre sono calati sia i dipendenti permanenti (-44mila) sia, lievemente, gli indipendenti (-7mila). Alla crescita degli occupati nel trimestre si accompagna il notevole calo dei disoccupati (-5,5%, pari a -154mila) e l’aumento – meno ampio – degli inattivi (+0,4%, +57mila). Su base annua, invece, l’occupazione cresce dell’1,4%, pari a +312mila unità. “L’espansione – spiega l’Istat – interessa uomini e donne e si concentra fortemente tra i lavoratori a termine (+351mila); in lieve ripresa anche gli indipendenti (+11mila), mentre calano i dipendenti permanenti (-49mila)”. (clicca qui)

Macedonia: fallito il referendum sul nome, affluenza insufficiente. Tra i votanti prevale il “sì”. La questione torna in Parlamento

Il referendum sul nuovo nome della Macedonia (Macedonia del Nord) e sull’integrazione del Paese balcanico in Ue e nella Nato, svoltosi ieri, 30 settembre, è fallito. Lo dimostrano i risultati di un’affluenza insufficiente pari al 36,9%. Lo spoglio invece dimostra la vincita del “sì” con circa il 92% dei votanti. Per essere valido, il referendum doveva raggiungere un’affluenza del 50%. “Il referendum non risolve la questione posta”, ha affermato il presidente della Commissione elettorale Oliver Derkoski, la domanda del quesito era “Siete favorevoli all’entrata nella Nato e nell’Unione europea accettando l’accordo siglato tra Repubblica di Macedonia e Grecia?”. Da decenni, Skopje e Atene hanno una diatriba sul nome “Macedonia” che la Grecia rivendica come esclusivo. Il primo ministro Zoran Zaev, artefice del referendum, non si è dimesso, dichiarando “che la volontà dei votanti deve essere appoggiata dal Parlamento”. Il carattere del referendum era infatti consultivo, e non obbligatorio, dunque il suo fallimento non implica un congelamento del trattato con la Grecia, benché non ne faciliti l’applicazione. (clicca qui)

Cultura: morto a 94 anni Charles Aznavour

Charles Aznavour si è spento nelle primissime ore di oggi nel sud della Francia. Aveva 94 anni. “Immenso artista” lo definisce il quotidiano cattolico francese La Croix, ripercorrendo la vita di un artista che, sebbene piccolo di statura è diventato un “gigante senza eguali”. Cantante, compositore, attore, diplomatico: nella sua vita ha fatto di tutto, ma soprattutto ha “inscritto la sua opera nella memoria collettiva” e si è “costruito un destino da leggenda”, cominciando dal nulla e seminando lungo il cammino della sua vita (non lungo abbastanza per fare tutto ciò che lui stesso diceva avrebbe voluto) migliaia di canzoni, decine di album, 180 milioni di dischi venduti, tournée instancabili, fino alla fine: venerdì scorso era ancora apparso in televisione. Tanto che in Francia è diventato proverbiale un detto, “dire addio come Charles Aznavour”, come a dire, non abbandonare mai il campo. (clicca qui)

Nicaragua: da venerdì scorso manifestazioni contro il governo di Ortega considerate illegali. Mons. Báez, non è cristiano chi “minaccia e reprime la libertà”

Da venerdì scorso tutte le manifestazioni contro il Governo Ortega sono illegali. Lo ha reso noto con un comunicato ufficiale la Polizia nazionale. Nel comunicato si afferma che “saranno responsabili e risponderanno davanti alla giustizia le persone e gli organismi che convocano queste manifestazioni illegali”. Si tratta di un’ulteriore svolta in senso autoritario da parte di Ortega. In una nota la Cidh (Commissione interamericana per i diritti umani) ha espresso “preoccupazione” per la decisione, “che va contro gli standard interamericani e inibisce l’esercizio dei diritti inerenti a una società democratica”. Da circa due mesi la Conferenza episcopale nicaraguense (Cen) non rende noti pronunciamenti ufficiali. Finora è stata attesa la risposta del presidente alla richiesta rivolta dai vescovi di proseguire con l’esperienza del Dialogo nazionale. Il cardinale Leopoldo Brenes, arcivescovo di Managua, ha espresso la propria preoccupazione alle autorità della Polizia nazionale e ha rivolto ancora un appello perché si svolgano manifestazioni pacifiche. Ieri, durante l’omelia pronunciata in cattedrale, il vescovo ausiliare di Managua, mons. Silvio Báez, ha detto che “chi proibisce ed esclude per capriccio la libertà degli altri e chi la minaccia e la reprime non ha gli stessi sentimenti di Gesù”. Non sono mancate anche ieri repressioni di manifestazioni che pure, nella capitale e in altre città, ci sono state e sono continuati anche gli episodi di attacchi alla Chiesa. (clicca qui)

Sanità: in 40 anni Ssn accorpamento Asl, posti letto più che dimezzati, ricoveri più brevi. Cresce mobilità ospedaliera verso nord

La nascita del Servizio sanitario nazionale nel 1978, la riforma dei primi anni ’90, il passaggio al federalismo sanitario, l’assetto attuale. Sono i quattro punti cardine intorno ai quali ruota il “Rapporto sanità 2018 – 40 anni del Servizio sanitario nazionale” elaborato da Nebo Ricerche Pa e diffuso oggi. L’archivio Nebo ha consentito la ricostruzione delle mappe territoriali a partire dal primo elenco di Unità sanitarie locali (Usl) pubblicato nella Relazione sullo stato sanitario del Paese relativa al triennio 1981-1983, nella quale si contano 695 Usl, ridotte fino alle 101 Aziende sanitarie attuali, affiancate dal 1993 dalle Aziende ospedaliere. Dal Rapporto emerge inoltre che lungo quattro decenni è stata abbattuta più della metà dei posti letto (da oltre 500 mila a poco più di 200 mila) e la durata media dei ricoveri (da quasi 13 giorni a meno di 7). A livello nazionale il rapporto tra posti letto privati e pubblici è oggi di 1 a 4, contro l’1 a 6 di 40 anni fa, con una evidente eterogeneità fra le regioni: mentre in Liguria e in Basilicata si rileva un letto privato ogni 19 pubblici, in Campania e in Calabria si arriva a contare un posto letto privato ogni due pubblici. Aumenta la mobilità ospedaliera, soprattutto verso Lombardia ed Emilia Romagna. Tra assistenza ospedaliera ed extraospedaliera, è aumentato anche il numero di medici e infermieri dipendenti, oggi pari a poco meno di 367mila con un incremento di circa 70mila rispetto all’esordio. (clicca qui)

Recita Rosario a ottobre: p. Pedrosa Cabecinhas (rettore Fatima), “l’intenzione del Papa presente da oggi nel nostro santuario”

(Loreto) “Quando ho saputo della richiesta del Papa, con i collaboratori abbiamo subito pensato di preparare il santuario per accogliere quest’iniziativa”. Lo ha detto padre Carlos Manuel Pedrosa Cabecinhas, rettore del Santuario di Fatima, stamani a margine del coordinamento nazionale dell’Opera romana pellegrinaggi, in corso a Loreto, commentando l’invito di Papa Francesco a recitare ogni giorno il Rosario nel mese di ottobre contro il maligno. “Mi pare che quest’iniziativa sottolinei prima di tutto il ruolo fondamentale della preghiera”, sostiene il rettore del santuario che ha annunciato: “abbiamo preparato già tutto per avere sempre questa intenzione del Papa presente”. Per padre Andrè Cabes, rettore del santuario di Lourdes, anche lui a Loreto per del coordinamento nazionale dell’Orp, quello del Papa è “un invito a lasciarsi condurre dalla preghiera perché questo mondo difficile, duro e violento possa essere abitato dalla preghiera”. (clicca qui)

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori