Serbia: Caritas, pasti caldi per 680 migranti al giorno grazie all’aiuto della Commissione Ue. Savic, “50 arrivi la settimana”

I rappresentanti della Protezione civile e delle operazioni di aiuto umanitario europee di Bruxelles (Echo, organo della Commissione che interviene in caso di emergenze) in questi giorni sono in visita in Serbia dove sono stati nei centri di migranti a sud del Paese. La Caritas Serbia grazie al finanziamento Echo assicura quotidianamente tre pasti caldi al giorno agli ospiti nei centri di Presevo, Bujanovac e Vranje per circa 680 migranti. Il progetto è realizzato in collaborazione con la fondazione della Chiesa ortodossa serba “Covekoljublje” mentre i pasti vengono preparati da un’impresa sociale locale dove lavorano donne in situazione di difficoltà. “Dopo le grandi masse di migranti nel 2015 i numeri degli arrivi sono molto ridotti – spiega al Sir Ana Savic, portavoce della Caritas Serbia –; in questo momento nel Paese balcanico ci sono circa 4.500 migranti, di cui il 90% si trova nei centri ufficiali”. La maggior parte sono maschi adulti – il 60%, ma ci sono anche diverse famiglie –; le donne rappresentano il 13% mentre il 27% sono i bambini. I minori non accompagnati sono 58. “Arrivano per lo più illegalmente dalla Bulgaria e dalla Macedonia, circa 50 persone a settimana, e la novità degli ultimi mesi sono i migranti dall’Iran”, continua Savic.
I rifugiati rimangono circa 10 mesi in Serbia nella speranza di essere ammessi alla frontiera ungherese dove però passano soltanto quelli che hanno dei motivi per chiedere l’asilo, gli altri rimangono. I migranti provengono anche da Afghanistan, Pakistan, Iraq e Siria. La Caritas Serbia presta servizio in 10 dei 18 centri per migranti in tutto il Paese, assicurando pasti, assistenza psicologica e attività di educazione e ricreazione a circa duemila persone.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia

Informativa sulla Privacy