Razzismo: “Jesus”, sul numero in uscita l’inchiesta “Fascismo, rinascita di una tragedia?” con intervista a mons. Galantino

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

L’aumento degli episodi di matrice razzista e il montante attivismo dei gruppi d’estrema destra è un “fenomeno preoccupante da non sottovalutare”. Lo dichiara mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, al mensile “Jesus” che nel numero di febbraio, in uscita domani in edicola, dedica un’ampia inchiesta ai fenomeni di rigurgito fascista. L’irruzione di esponenti del Veneto Fronte Skinheads nella sede del coordinamento di associazioni pro-migranti a Como, l’incendio della notte di Capodanno a una palazzina di Spinetoli, in provincia di Ascoli Piceno, destinata a ospitare una trentina di minori stranieri non accompagnati, il raid di Forza Nuova sotto la redazione dell’Espresso e della Repubblica a Roma, il danneggiamento delle “pietre d’inciampo” installate davanti alle case di ebrei deportati in Germania avvenuto a Milano, sono solo alcuni degli episodi affrontati nell’inchiesta. “Non so se si tratti di un ritorno al fascismo”, il commento di Galantino, “di sicuro non è da sottovalutarne il rischio”. “Non concordo con chi minimizza questa deriva, giustificando sempre tutto, compreso il razzismo. Dovremmo imparare a chiamare per nome le cose: dove c’è violenza, si denunci la violenza”.
A quelli che osservano imbarazzanti contatti e affinità tra i gruppi ultratradizionalisti cattolici e la difesa di un certo, mal compreso, cattolicesimo, il segretario generale risponde: “È tirare in ballo il cristianesimo in modo strumentale. Abbiamo a che fare in questi casi più con un concetto deformato di religione, ridotta a mero fatto identitario”. Per il segretario Cei, “questi gruppi non difendono, in realtà, il cristianesimo, ma loro stessi e i loro modi mistificanti di intendere la religione. Non a caso da questi stessi ambienti che male interpretano il Vangelo provengono attacchi proditori portati al Papa”. Rispetto agli attacchi dei gruppi di matrice razzista subiti da esponenti e associazionismo cattolici impegnati nel sociale e nell’accoglienza, Galantino definisce “disinformati” coloro che “ci attaccano sulla questione dell’accoglienza degli stranieri” giacché “la maggioranza delle persone che vengono aiutate sono proprio i nostri connazionali”. Anche sulla presunta invasione islamica c’è disinformazione: “il 53% di coloro che arrivano in Italia sono di fede cristiana. Se alla disinformazione, infine, s’unisce il pregiudizio, allora scatta una miscela esplosiva che ha come collante l’ignoranza, la volgarità e la violenza. Il tutto lo definirei con un’espressione: ideologia disinformata”.

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