Papa Francesco: udienza, “dalle orecchie, al cuore, alle mani” è il “percorso” della Parola di Dio

“Dalle orecchie, al cuore, alle mani: questo è il percorso che fa la parola di Dio”. Con queste parole, pronunciate a braccio, il Papa ha concluso la catechesi dell’udienza generale di oggi, dedicata alla liturgia della Parola all’interno della Messa. “Sappiamo che la parola del Signore è un aiuto indispensabile per non smarrirci”, ha detto Francesco citando il Salmo 119: “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino”. “Come potremmo affrontare il nostro pellegrinaggio terreno, con le sue fatiche e le sue prove, senza essere regolarmente nutriti e illuminati dalla Parola di Dio che risuona nella liturgia?”, si è chiesto il Papa, ricordando che “non basta udire con gli orecchi, senza accogliere nel cuore il seme della divina Parola, permettendole di portare frutto”. L’esempio citato è la parabola del seminatore e “dei diversi risultati a seconda dei diversi tipi di terreno”, che dimostra come “l’azione dello Spirito, che rende efficace la risposta, ha bisogno di cuori che si lascino lavorare e coltivare, in modo che quanto ascoltato a Messa passi nella vita quotidiana, secondo l’ammonimento dell’apostolo Giacomo: ‘Siate di quelli che mettono in pratica la Parola e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi'”. La Parola di Dio, ha proseguito Francesco fuori testo, “l’ascoltiamo con l’orecchio, ma non rimane nell’orecchio: deve andare al cuore, e dal cuore passa alle mani, alle opere buone”. “Dalle orecchie, al cuore, alle mani: questo è il percorso che fa la parola di Dio”, ha concluso il Papa ancora una volta a braccio: “Impariamo queste cose”.

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