Comece: patrimonio cristiano europeo. Mons. Ambrosio (vicepresidente), “visione umanista è il grande apporto che la tradizione ebraico-cristiana ha dato all’Europa”

foto Comece

(dall’inviata a Bruxelles) “La dignità della persona umana e la visione umanista è il grande apporto che la tradizione ebraico-cristiana ha dato al patrimonio culturale dell’Europa. Se dimentichiamo che è l’uomo il soggetto delle nostre azioni, avremo in mente solo  ciò che rende, ciò che serve, ciò che produce profitto”. Lo ha detto mons. Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza e vicepresidente della Comece, a margine della Conferenza di dialogo su “Promuovere il patrimonio cristiano d’Europa”, promossa oggi dalla Comece nel quadro dell’Anno europeo del patrimonio culturale designato dall’Unione Europea per il 2018. Nella mattinata esponenti di diversi Paesi hanno presentato quattro “buone pratiche” di utilizzo del patrimonio religioso, come segno della immensa ricchezza spirituale e culturale che il cristianesimo ha lasciato nei secoli nel nostro continente: il restauro della cappella di san Martino a Stari Brod in Croazia, il pellegrinaggio di san Colombano, gli inni cantati nella regione di Samogitia in Lituania e la cattedrale di Chartres in Francia.
“La Chiesa – ha detto mons. Ambrosio – ha il dovere di ricordare che questo patrimonio è patrimonio della civiltà europea. Siamo quindi chiamati come cittadini europei a riscoprire le nostre radici per poter offrire la bellezza della dignità della persona umana, la bellezza dell’arte e aiutare i popoli a riconoscersi una sola famiglia che vive in una casa comune, l’Europa”.

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