Gioco d’azzardo: Caritas Gaeta, “necessari regolamenti per incoraggiare gli esercenti a disfarsi delle slot machine”

Dati allarmanti nel Sud pontino per il gioco d’azzardo. “Nei 17 comuni ricadenti all’interno dell’arcidiocesi di Gaeta, alla luce dei dati pubblicati dal Gruppo Editoriale Gedi, si confermano le preoccupazioni e i timori di coloro che da più anni stanno avvertendo della diffusione capillare di macchinette e biglietti mangiasoldi e promuovendo la consapevolezza che l’azzardo è ‘l’eroina del terzo millennio’, che produce gravi conseguenze per ragazzi, adulti ed anziani”, avverte una nota della Caritas diocesana di Gaeta. “Nei suddetti comuni – ricorda la Caritas – la media della giocata pro capite nel 2016 è stata di circa 900 euro, il doppio di quella nazionale ammontante a 445 euro, mentre l’incidenza della spesa media per l’azzardo sul reddito è stata di circa il 6%. In totale sono presenti 1250 slot machine con una media di 7,5 apparecchi per 1000 abitanti; solo a Ventotene non sono presenti”. L’azzardo, precisa la nota, “è ramificato sia nei Comuni grandi sia in quelli piccoli come dimostra il fatto che Santi Cosma e Damiano, Comune con appena 7000 abitanti, ha il primato di 11,5 apparecchi per 1000 abitanti. Il comune che spende di più in assoluto per l’azzardo è Formia, con la giocata pro capite di circa 1400 euro all’anno”. Fatta eccezione per Formia e Gaeta, “le altre sono cittadine dove il reddito pro capite è al di sotto della media nazionale e quindi per loro vale la considerazione che sono Comuni dove si guadagna poco e si spende tanto per l’azzardo. Per le menzionate cittadine, la presenza di slot machine è alta (7.9 per mille abitanti) e questo favorisce l’accesso all’azzardo con una spesa pro capite di 980 euro e quindi la diffusione di comportamenti”.
In attesa del decreto di riordino del gioco d’azzardo e per limitare le pesanti conseguenze dell’azzardo, “il tavolo di lavoro della Caritas diocesana di Gaeta richiede che si agisca a livello di Distretto sanitario emanando regolamenti comuni in ogni città con l’obiettivo di incoraggiare gli esercenti a disfarsi delle slot machine, inserendo norme più restrittive per l’ubicazione delle sale gioco o delle macchinette mangiasoldi nei locali commerciali”.

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