Conferenza antisemitismo: Martinez, “forme di discriminazione e intolleranza sono molto più diffuse di quanto si possa immaginare”

“Forme di discriminazione religiosa e d’intolleranza quali la xenofobia e il razzismo sono molto più diffusi di quanto si possa immaginare. Siamo sinceramente preoccupati nel vedere che i giovani sono il più delle volte totalmente estranei a questi argomenti anche perché la loro sensibilità religiosa, in un tempo neopagano in cui Dio è escluso, è fortemente compromessa”. Lo afferma Salvatore Martinez, recentemente nominato dal ministro Alfano rappresentante personale della presidenza italiana in esercizio Osce 2018 per la “lotta a razzismo, xenofobia e discriminazione”, commentando in un’intervista al Sir la Conferenza internazionale sulla responsabilità degli Stati, delle Istituzioni e degli Individui nella lotta all’antisemitismo e ai crimini connessi all’odio antisemitico che si è svolta a Roma. “La causa dell’antisemitismo ritorna oggi attuale ed è per questo che la presidenza italiana in esercizio Osce 2018 la pone all’inizio di questo suo cammino”, nota Martinez, secondo cui “è purtroppo un dato oggettivo il fatto che i social network sono sempre più allettati alla propagazione del male e alla facilitazione di forme d’intolleranza, insubordinazione, vilipendio della religione”. Per Martinez da Roma è partito “un forte segnale” contro ogni forma di razzismo e antisemitismo. “A condizione però che siano le nuove generazioni a segnare il passo. E a patto che in un mondo globalizzato, le religioni abbiano la responsabilità di prendersi per mano, camminare insieme, non auto-discriminarsi e rendere onore a Dio perché chi rende onore a Dio rende onore all’uomo”. “Partire dai diritti umani, direi di più dal cuore dei diritti che è la libertà religiosa – conclude – credo che sia un grande atto di amore per la vita degli Stati, un segno di speranza.

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