Diocesi: Milano, mons. Delpini incontra i giornalisti e propone la “decima del giornalista”

Mons. Delpini con la giornalista Tiziana Ferrario

“Fra le notizie di cui siete a conoscenza, fate un pezzo che sia un seme di speranza e dia una buona ragione a un giovane 18enne per desiderare di diventare grande. Vi chiedo di pagare questo piccolo pegno, un’offerta per un’alleanza volta al bene comune, un gesto che potremmo definire la decima del giornalista”. Lo ha affermato questa mattina l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, rivolgendosi ai professionisti dell’informazione, al termine dell’incontro per la festa del santo patrono san Francesco di Sales, rievocando un’immagine che aveva già utilizzato in termini più generali nel “Discorso alla città” per la festa di sant’Ambrogio, nell’ambito del patto civico che aveva chiesto alle istituzioni. “La decima del giornalista è uno scritto, come un’offerta per dare gloria a Dio, o per rendere grazie per il dono di essere capace di scrivere, oppure per riconoscere la responsabilità di ciascuno per contribuire a edificare il futuro buono della ‘città’. La decima del giornalista è uno scritto che non è la pubblicità o la propaganda che dice che tutto va bene e non è nemmeno la denuncia che dice che tutto va male. La decima del giornalista è lo scritto che incoraggia, che sveglia, che apre alla fiducia”. Delpini ha aggiunto: “La decima del giornalista è un atto di responsabilità per aiutare un giovane a riconoscere la buona comunicazione da quella cattiva, è un gesto che apre al futuro perché mostra ai ragazzi la speranza”.
“Quindi ogni 10 cattive notizie, provate a scriverne una buona e inviatela all’arcivescovo. Per me sarà preziosa e farò in modo di condividerla con i diciottenni, attraverso tutti coloro che nelle scuole, negli oratori e nei gruppi stanno con loro”, ha proposto mons. Delpini. Nella tavola rotonda l’arcivescovo ha posto una serie di domande a Tiziana Ferrario, giornalista del Tg1 Rai, Marco Alfieri, caporedattore responsabile web de Il Sole 24 ore e Daniele Bellasio, caporedattore esteri de La Repubblica, che ha introdotto e condotto la conversazione, al presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Alessandro Galimberti. Le domande hanno riguardato il futuro della professione di fonte alle nuove sfide tecnologiche, il diritto del cittadino a essere correttamente informato ma anche il suo dovere a cercare l’informazione corretta, l’indipendenza dell’informazione, il suo ruolo civile e la capacità di dare della realtà una rappresentazione autentica e non scandalistica.

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