Debito globale: Pallottino (Caritas Italiana), “la disuguaglianza indebolisce le persone e le comunità”

foto SIR/Marco Calvarese

“Finalmente si inizia a capire che il tema della diseguaglianza indebolisce le persone e le comunità. La concentrazione economica è parallela ad una concentrazione di potere politico e sociale. I più poveri e i più vulnerabili, quelli che hanno più bisogno di un cambiamento, sono anche quelli che hanno meno possibilità di promuovere questo cambiamento”. Lo ha affermato questa mattina Massimo Pallottino, dell’area internazionale di Caritas Italiana, intervenendo al convegno “La questione globale del debito e l’audit sul debito pubblico italiano” in corso a Pescara. Aprendo il suo intervento, Pallottino ha significato “l’interesse di tutto il mondo Caritas verso il tema del debito, una riflessione che tocca alcuni degli elementi più importanti del nostro tempo”. E ha ricordato “l’esperienza fatta durante il Giubileo del 2000, un’esperienza importante, grandiosa, di coinvolgimento per molti milioni di italiani”. Si è trattato di “pura politica” – ha sottolineato – riferendosi alla campagna per la remissione del debito di Zambia e Guinea. Quello del “debito è un tema che tocca veramente la vita delle persone”, ha proseguito, evidenziando come si leghi al “tema della disuguaglianza, segno dell’ingiustizia globale. Un fenomeno che ha radici di decenni, che è stato trattato però con sufficienza”. Per Pallottino, “osservare la povertà è necessario ma farlo senza curarsi delle disuguaglianze è un po’ come ignorare le radici stesse della povertà”. “I segni disuguaglianza – ha ammonito – sono ormai presenti dappertutto”; “la disuguaglianza produce il sentimento di chi si sente escluso e respinto”, un sentimento che genera “la rabbia”. “Sono i più poveri e vulnerabili che vedono compromessa la loro stessa sopravvivenza”. Per Pallottino, “lo sviluppo umano deve garantire la voce e la dignità di chi si trova ai margini”. “Non è un derby ricchi contro poveri – ha notato – anche perché le sfide del pianeta interpellano tutti”. Pallottino ha richiamato l’importanza, le contraddizioni e alcuni contenuti dell’Agenda 2030, ha parlato dei “meccanismi alla base delle ingiustizie”, di quelli della “finanza ombra”, dell’“aumento del debito” e della “modifica della sua composizione”. “La disuguaglianza – ha sottolineato – rafforza il debito e il debito rafforza la disuguaglianza”. Ma “le risposte della comunità internazionale sono confuse”. “Non tutte le idee sono buonissime idee: rischiamo di proporre soluzioni che invece di risolvere la situazione del debito in futuro la aggraveranno”. “Il tema del debito è un tema di giustizia”, ha concluso Pallottino, osservando che forse “nei prossimi anni servirà una mobilitazione simile a quella del 2000. Probabilmente questa è l’unica strada per realizzare uno sviluppo veramente umano”.

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