Debito globale: Becchetti (economista), “questione fondamentale è l’equità del commercio”. Percorrere la strada del green e social consumption tax”

foto SIR/Marco Calvarese

“La questione fondamentale per risolvere i problemi del mondo è una sola: l’equità del commercio. Il problema vero è che dobbiamo alzare il costo del lavoro nei Paesi del sud mondo per dare loro più diritti e dignità ai lavoratori. La strada per fare questo è il ‘green e social consumption tax’. Questa è la battaglia per la sostenibilità sociale ed ambientale del commercio, contro il dumpig socio-ambientale. Percorrendo questa strada si riequilibrano i rapporti tra Paesi”. Lo ha affermato questa mattina Leonardo Becchetti, docente di economia politica all’Università Tor Vergata di Roma, intervenendo al convegno “La questione globale del debito e l’audit sul debito pubblico italiano” in corso a Pescara. Analizzando l’attuale situazione, Becchetti ha parlato di “un modello economico che genera un sacco di profitti e una quantità di beni sempre più a costi ridotti” provocando, tra l’altro, “una contrazione dei salari” e “l’aumento della divaricazione tra bassa e alta qualifica”. Un sistema che “crea diseguaglianze”. Due, secondo l’economista, i problemi: il primo è “avere istituti finanziari che massimizzano il profitto, il cui ultimo interesse è fare presiti a artigiani, imprese medie”. Per invertire la rotta “bisogna difendere la biodiversità bancaria con banche etiche, cooperative e non solo di grandi banche”. In Italia – ha evidenziato – “continua a scendere l’ammontare di credito alle piccole e medie imprese da 12 anni”. Il secondo problema sottolineato da Becchetti sono “i conflitti distributivi enormi dentro le aziende” a causa degli “stipendi dei manager legati a bonus che dipendono dai profitti”. Per l’economista, “ci può essere una finanza diversa, basta che la scegliamo”. “Dobbiamo schiodare le nostre abitudini – ha ammonito – il mondo non cambia se continuiamo ad andare nelle vecchie banche”. Dati alla mano, ha fatto vedere che “le banche etiche e sostenibili vincono su tutti i fronti il confronto con le altre, anche sugli utili”. E dopo aver parlato del “social impact bond (sib)” che “serve a gestire meglio i servizi pubblici, con più qualità e creando risparmi per lo Stato”, Becchetti rispetto al debito pubblico italiano ha sottolineato la necessità di “andare oltre il fiscal compact, un’assurdità fondata su principi che non hanno alcun senso”. Bisogna “ridurre la spesa pubblica, riqualificandola e scegliendo quella ad alto moltiplicatore”. Tra le proposte, anche il “voucher universale per i servizi alle persone, di fatto una detrazione fiscale per le spese per le relazioni”. L’economista ha anche invitato a riprendere il piano per la riduzione del debito (piano Wyplosz) che è stato accantonato e ha di nuovo denunciato lo “scandalo dei derivati sul debito”.

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