Bioetica: card. Sgreccia, “su vita nascente e morente non si può sbiadire la propria identità”

“Sui problemi della vita nascente e morente non si può sbiadire la propria identità. Tiriamo fuori il coraggio, tiriamo fuori il battesimo. Si risvegli un senso di ricerca meno pavido”. Lo ha detto questa mattina il card. Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia della vita, durante il convegno “Oltre l’inverno demografico”, organizzato a Roma da Alleanza Cattolica e dal comitato Difendiamo i nostri figli. Il porporato ha definito la società “più povera senza l’apporto di una componente sociale nella partecipazione al bene comune”. Da qui l’invito ai cattolici a “non permettere che gli altri mascherino la nostra identità”. “Sarebbe un venir meno a un dovere civico”. E poi, guardando all’interno della Chiesa, ha auspicato l’unità: “Se la Chiesa non è unita perde efficacia, perde contributi. Gli attriti interni spengono forze e iniziative”. Parlando della bioetica il cardinale ha osservato che “ha subito una paralisi”. Qui l’impegno è a “portare approfondimento e riflessione, anche organizzando dei corsi, disincagliando i dibattiti dalla lotta per posti accademici”.

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