Azione cattolica: Mlac, due giornate di progettazione sociale. Springhetti (giornalista), “per comunicare, superare l’autoreferenzialità”

“Spesso un’associazione o un gruppo che provano a comunicare i propri progetti, il proprio lavoro, i propri obiettivi, si trovano a fare esperienze frustranti. Perché affrontano temi complessi, e la gente non ha voglia di concentrarsi; perché non trovano spazio nell’informazione mainstream, che adotta criteri di notiziabilità che escludono la maggior parte del mondo reale; perché non hanno professionalità e risorse economiche da investire n campagne efficaci. Ma anche perché fanno fatica a mettere a fuoco il messaggio essenziale che vogliono far passare e ad adottare linguaggi che non siano autoreferenziali”. La giornalista Paola Springhetti interverrà domani al convegno Mlac in corso a Roma. “Comunicare nella comunità” il tema affidatole. “Spesso facciamo ancora l’errore di realizzare prodotti comunicativi che piacciono a noi e non ci chiediamo se piacciono agli ‘altri’, chiunque siano questi altri che vogliamo raggiungere”.
Springhetti anticipa al Sir alcuni dei temi che affronterà domani, e dice: “L’altro errore, che spesso le associazioni fanno, è considerare la comunicazione come un’attività intermittente: quando c’è un evento o un nuovo progetto ci si ricorda che la comunicazione è importante, ma si parte già svantaggiati perché il sito non c’è o è povero e mal indicizzato, la pagina Facebook ha tre follower, nel gruppo non c’è nessuno che sappia produrre un contenuto, non c’è un minimo di archivio fotografico che documenti le attività…”. “È solo ribaltando questi due atteggiamenti (l’autoreferenzialità e l’intermittenza della comunicazione) che si riuscirà a dare visibilità ai propri progetti e alle proprie azioni”.

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