Politica: card. Bassetti (Cei), “affrontare la realtà così come ci si presenta” e “non restare ai margini di quanto vivono la nostra gente e il nostro Paese”

“Chiedere a Dio che ci dia la lucidità di chiamare la realtà col suo nome, il coraggio di chiedere perdono e la capacità di imparare ad ascoltare quello che Lui ci sta dicendo”. Il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha cominciato la sua prolusione al Consiglio permanente citando il viaggio del Papa in Cile e Perù, che si è appena concluso, esortando i vescovi italiani a farlo proprio. “Essere padri nella fede – ha commentato il cardinale – significa essere umili servitori di tutto il popolo cristiano; pastori che sanno ascoltare, perdonare e, soprattutto, affrontare la realtà così come ci si presenta e non come vorremmo che fosse, in base alle nostre idee o ai nostri progetti”. Poi la citazione di Paolo VI e di un imperativo diventato ormai celebre dopo il Concilio, tanto da essere entrato “nelle nostre abitudini”: “Scrutare i segni dei tempi”. In questo modo, spiegava Montini, “il mondo per noi diventa libro” perché la “scoperta dei ‘segni dei tempi’ è un fatto di coscienza cristiana; risulta da un confronto della fede con la vita”. “La nostra lettura del libro del mondo, ieri come oggi, non è, in alcun modo, quella dei politici, degli scienziati o degli intellettuali, ma è quella di pastori che si impegnano a discernere questo libro con la luce di Cristo”, ha precisato Bassetti: “Del resto, sono proprio la nostra esperienza cristiana, la frequentazione del Vangelo e la celebrazione dei sacramenti a chiederci – vorrei dire: a imporci – di non restare ai margini di quanto vivono la nostra gente e il nostro Paese”.

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