Papa e Amazzonia: Morsolin (esperto diritti umani), “discorso storico e particolarmente simbolico”

“Il discorso di Papa Francesco ai popoli indigeni ha avuto una forte risonanza mondiale”, per la sua difesa dell’Amazzonia come riserva culturale e di vita che deve essere preservata di fronte ai nuovi colonialismi”, come ha sottolineato il Santo Padre. Questo il giudizio di Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina, residente a Bogotá (Colombia) di fronte alle parole pronunciate dal Papa venerdì scorso a Puerto Maldonado. “Si tratta – prosegue Morsolin – di un discorso particolarmente simbolico, che riconosce il protagonismo dei popoli indigeni come costruttori del buen vivir, patrimonio culturale e spirituale per la difesa di tutta l’umanità, di fronte al saccheggio e alla distruzione di multinazionali, del neo-estrattivismo e la forte pressione da parte di grandi interessi economici che dirigono la loro avidità sul petrolio, il gas, l’oro, le monocolture agro-industriali”, come dice Francesco. Molti movimenti sociali ed ecclesiali, come la Rete Repam e numerosi vescovi “interpretano le parole di Papa Francesco come un discorso storico che sfida la Chiesa ad assumere una realtà con il volto amazzonico e indigeno”. Papa Francesco, conclude Morsolin, “riattualizza l’opzione preferenziale per i poveri, storicamente esclusi come i popoli indigeni, proprio 50 anni dopo il primo incontro latinoamericano del Celam a Melgar (Colombia) svoltosi nell’aprile 1968, che fu l’inizio di un approfondimento teologico e antropologico dell’impegno pastorale con i popoli indigeni e afro-discendenti di tutto il continente”.

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