Migranti: vescovi inglesi e scozzesi chiedono al governo britannico impegno a Calais e aumento del numero di minori non accompagnati

Dichiarazione congiunta dei vescovi inglesi e scozzesi per chiedere un impegno al governo britannico volto ad aiutare i migranti a Calais e di aumentare il numero di minori non accompagnati da accogliere nel Regno Unito. “Chiediamo al governo di riconsiderare questa posizione. L’innata dignità data da Dio a tutta la vita umana, in particolare a quella dei bambini innocenti, non deve essere ignorata”. Sottoscritta dal vescovo Paul McAleenan, delegato (Inghilterra e Galles) per le questioni di asilo e migrazione, e dal vescovo William Nolan, presidente di Justice and Peace Scotland, la Dichiarazione sottolinea “gli aspetti positivi del trattato di Sandhurst che entrerà in vigore il 1° febbraio. Questo accordo, il primo trattato sulla frontiera di Calais in 15 anni, semplificherà il processo di migrazione dalla Francia al Regno Unito”. Se attualmente i migranti sono costretti ad aspettare fino a sei mesi, con il nuovo accordo gli adulti saranno ora in grado di trasferirsi entro un mese e i bambini entro 25 giorni. I vescovi chiedono al governo e al servizio civile di fare il possibile per implementare questa decisione, soprattutto in applicazione del “Dublin III Regulations” che consente ai bambini di riunirsi alle loro famiglie nel Regno Unito. Secondo la Chiesa cattolica di Inghilterra e Scozia questo accordo rappresenta oggi per il governo britannico una “opportunità per dare maggiore umanità e compassione al sistema migratorio”.

“Accogliamo inoltre con favore – si legge nella Dichiarazione – l’impegno del Regno Unito a sostenere la Francia nella fornitura di alloggi nelle aree di Dunkerque e Calais e a una maggiore cooperazione nella lotta contro la criminalità organizzata, in particolare contro i responsabili del traffico di esseri umani. Migliorare i mezzi legali con cui i migranti possono accedere al Regno Unito ridurrà di per sé la quantità di attività criminali”.

I vescovi concludono mettendo in guardia sul fatto che “gli ulteriori 44,5 milioni di sterline di finanziamenti promessi dal Regno Unito alla Francia e una proposta di inasprimento della sicurezza delle frontiere non devono comportare altre violenze e brutalità nei confronti di giovani migranti le cui vite sono già segnate dalla miseria”.

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