Teologia: mons. Giuliodori (Università Cattolica), di fronte a sfide odierne “dica in modo comprensibile all’uomo il valore e la verità delle cose”

Nel dibattito pubblico sulle grandi questioni odierne, “che su diversi fronti finiscono per sollevare non poche né piccole questioni etiche”, alla teologia “dobbiamo chiedere di saper dire in modo comprensibile all’uomo di oggi il valore e la verità delle cose, in modo da fondare poi un agire coerente e conseguenziale”. Lo afferma in un’intervista al Sir mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università cattolica del Sacro Cuore. “È sempre più difficile decidere come comportarsi in questioni decisive per la vita e per il futuro dell’umanità – spiega – anche perché abbiamo perso la misura e il senso delle cose. Per questo esplodono in modo drammatico le grandi questioni dell’ambiente, delle migrazioni e della mobilità umana, della sperequazione economica, delle ingiustizie e dei conflitti. Papa Francesco non si stanca di denunciare questo smarrimento, di carattere anche teologico, che affligge l’uomo contemporaneo. E per questo sollecita la teologia – come ha fatto in particolare nella Laudato Sì e anche di recente parlando all’Associazione teologica italiana lo scorso 29 dicembre – ad aprirsi con coraggio al confronto con le istanze scientifiche e tecnologiche del nostro tempo”. Si profila all’orizzonte il Sinodo di ottobre dedicato ai giovani. In che modo la teologia può “parlare” loro e qual è il suo ruolo all’interno del programma di studi dell’Università cattolica? “La Chiesa – risponde Giuliodori – promuove e sostiene le università cattoliche per favorire la formazione integrale dei giovani. È in questa prospettiva che entra a pieno titolo l’insegnamento della teologia quale conoscenza utile a tenere vivo il dialogo tra ragione e fede in tutti gli ambiti del sapere. Nell’Ateneo dei cattolici italiani gli insegnamenti di teologia sono previsti in modo sistematico all’interno di ciascun corso di laurea”. Una formazione offerta “ai suoi studenti” che costituisce “un significativo contributo anche ai lavori del prossimo Sinodo che intende approfondire le modalità concrete attraverso cui accompagnarli nell’approfondimento della fede e nel discernimento vocazionale”.

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