Papa in Colombia: Messa a Bogotá, “lavorare per la cura e la difesa della vita umana”

Bogotà (Colombia), 7 settembre 2017: messa di Papa Francesco nel Parco Simon Bolivar (Foto L'Osservatore Romano (www.photo.va) / SIR)

“Noi possiamo invischiarci in discussioni interminabili, fare la conta dei tentativi falliti ed elencare gli sforzi finiti nel nulla; come Pietro, sappiamo cosa significa l’esperienza di lavorare senza nessun risultato. Anche questa nazione conosce questa realtà”. Con queste parole il Papa ha descritto la storia della Colombia, “quando per un periodo di sei anni, al suo inizio, ebbe 16 presidenti e pagò caro le sue divisioni”. “Anche la Chiesa in Colombia ha fatto esperienza di impegni pastorali vani e infruttuosi – l’analisi di Francesco – però come Pietro, siamo anche capaci di confidare nel Maestro, la cui Parola suscita fecondità persino là dove l’inospitalità delle tenebre umane rende infruttuosi tanti sforzi e fatiche”. “Pietro è l’uomo che accoglie con risolutezza l’invito di Gesù, che lascia tutto e lo segue, per trasformarsi in un nuovo pescatore, la cui missione consiste nel condurre i suoi fratelli al Regno di Dio, dove la vita diventa piena e felice”, ha spiegato il Papa. “Ma il comando di gettare le reti non è rivolto soltanto a Simon Pietro”, ha proseguito: “A lui è toccato di prendere il largo, come quelli che nella vostra patria hanno per primi riconosciuto quello che più urge, quelli che hanno preso iniziative di pace, di vita”. “Gettare le reti comporta responsabilità”, ha ammonito Francesco: “A Bogotá e in Colombia si trova in cammino un’immensa comunità, che è chiamata a diventare una rete robusta che raccolga tutti nell’unità, lavorando per la difesa e la cura della vita umana, particolarmente quando è più fragile e vulnerabile: nel seno materno, nell’infanzia, nella vecchiaia, nelle condizioni di disabilità e nelle situazioni di emarginazione sociale”. “Anche le moltitudini che vivono a Bogotá e in Colombia possono diventare vere comunità vive, giuste e fraterne se ascoltano e accolgono la Parola di Dio”, ha assicurato il Papa: “In queste moltitudini evangelizzate sorgeranno molti uomini e donne divenuti discepoli che, con cuore veramente libero, possano seguire Gesù; uomini e donne capaci di amare la vita in tutte le sue fasi, di rispettarla, di promuoverla. C’è bisogno di chiamarci gli uni gli altri, di mandarci dei segni, come i pescatori, di tornare a considerarci fratelli, compagni di strada, soci di questa impresa comune che è la patria”.

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