Vescovi abruzzesi e molisani: “ogni iniziativa missionaria proposta da aggregazioni e movimenti ecclesiali si svolga sempre e solo dopo previa autorizzazione”

“Come vescovi chiediamo che ogni iniziativa missionaria proposta da aggregazioni e movimenti ecclesiali si svolga sempre e solo dopo previa autorizzazione e su esplicito mandato del vescovo locale, che ne informerà i suoi sacerdoti, onde evitare il rischio di correre o aver corso invano nel servizio del Vangelo, perché ad evangelizzare non sono i singoli in quanto tali, ma la Chiesa come comunità unita sotto la guida dei pastori e in piena comunione con loro”. Lo chiarisce, in una nota, mons. Bruno Forte, arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto e presidente della Conferenza episcopale abruzzese-molisana (Ceam), a nome proprio e dei vescovi della Ceam, dopo che “diversi parroci hanno segnalato a vari vescovi il disagio prodotto in questi giorni dal fatto che alcune persone, presentatesi a due a due, a volte anche come seminaristi o presbiteri, sono andate nelle loro parrocchie asserendo di essere stati mandati ad evangelizzare come facevano i primi discepoli del Signore”. A inviarli, precisa mons. Forte, “erano stati responsabili del Cammino Neocatecumenale. Si parla di un centinaio di inviati”. “Qualcuno – spiega il presidente della Ceam, “è passato prima dal vescovo locale ed è stato da lui autorizzato, la maggior parte ha semplicemente saltato questo aspetto decisivo di ogni missione ecclesiale, suscitando confusione nei parroci e sospetto nel popolo di Dio”.

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