Settimana sociale: Instrumentum laboris, “tappa di un cammino sinodale ” e “modo per stare vicini a chi si trova in difficoltà”

“Non ci ritroviamo a Cagliari per celebrare un bel convegno. Data la gravità della situazione, ciò suonerebbe come una stonatura. Le giornate spese insieme vogliono piuttosto segnare una tappa di un cammino sinodale volto a capire, a trovare soluzioni, ad avanzare proposte. Il nostro ritrovarci vuole essere piuttosto un modo per stare vicini a chi si trova in difficoltà”. È quanto si legge l’Instrumentum laboris della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo, solidale” (Cagliari, 26 – 29 ottobre). L’appuntamento, assicurano i promotori, è “un modo per dire che non ci vogliamo dimenticare di nessuno. Seguendo l’indicazione di Papa Francesco, siamo qui per ‘iniziare processi’ che impegnino le comunità cristiane e la società italiana nel suo insieme (Evangelii Gaudium, n. 223)”. Nello spirito di quei “cammini sinodali” che Papa Francesco raccomanda come antidoto alla sclerosi ecclesiastica, l’Instrumentum Laboris costituisce un testo aperto che, raccogliendo i primi frutti del percorso compiuto in tante diocesi e associazioni nei mesi della preparazione, intende offrire la base di riferimento comune per un ordinato svolgimento dei lavori assembleari. “Così da rendere la 48ª edizione delle Settimane sociali vera esperienza di Chiesa, momento fruttuoso e propositivo a beneficio dell’intero Paese e soprattutto di chi soffre per la mancanza o la cattiva qualità del lavoro”. Dire lavoro è dire impresa: di qui il richiamo al recente discorso di Papa Francesco a Genova (27 maggio 2017): “Il lavoro lo crea l’impresa, nella misura in cui risponda in modo adeguato al suo specifico dovere di solidarietà”.

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