Settimana sociale: Instrumentum laboris, “in gioco futuro della società e costruzione bene comune”

L’Instrumentum laboris per la 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani in programma dal 26 al 29 ottobre a Cagliari su “Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo, solidale”, firmato da mons. Filippo Santoro per il Comitato scientifico e organizzatore, dedica una sezione anche ai nuovi scenari e modelli di vita e di lavoro. Tra questi robotizzazione, crowd work, smartwork. Di qui l’invito a pensare a “soluzioni legislative nuove in grado di cogliere le specificità di questo nuovo tipo di lavoratore” ripensando pure, alla luce dalla sfida della quarta rivoluzione industriale, i luoghi di lavoro nelle fabbriche e la “contrattazione aziendale”. Occorre inoltre “una ridefinizione dei confini stessi del lavoro”. Il documento afferma che “la recente riforma del Terzo settore e dell’impresa sociale apre un capitolo molto importante: la sfida culturale e antropologica sottesa all’idea di un mercato sociale e civile è al centro del nostro futuro economico e sociale”. Imprescindibile guardare all’Europa ancora “bloccata in mezzo al guado”. Tre le priorità per uscirne indicate dall’Instrumentum: un percorso di armonizzazione fiscale, l’apertura di una nuova stagione di investimenti, l’obiettivo della piena occupazione. “La Settimana sociale di Cagliari ci stimola ad abbandonare gli idoli del nostro tempo che sono il consumo e la massimizzazione del profitto”, si legge ancora nel documento che richiama nuovamente il discorso di Papa Francesco all’Ilva di Genova, lo scorso 27 maggio. Il percorso avviato continua perché, conclude il testo, “sulla realtà del lavoro si gioca il futuro di una società ed anche la responsabilità dei cattolici nella costruzione del bene comune”.

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