Papa in Colombia: incontro con i vescovi, “nessun muro è eterno, nessuna paura è indistruttibile, nessuna piaga è incurabile”

Bogotà (Colombia), 7 settembre 2017: Papa Francesco incontra il CELAM (Foto L'Osservatore Romano (www.photo.va) / SIR)

“Vengo per annunciare Cristo e per compiere nel suo nome un cammino di pace e di riconciliazione. Cristo è la nostra pace! Egli ci ha riconciliati con Dio e tra di noi!”. È il saluto del Papa ai vescovi, nel palazzo cardinalizio di Bogotá, dove Francesco ha pronunciato il suo terzo discorso, dopo quello alle autorità e quello al popolo, benedetto poco prima dal balcone. “Sono convinto che la Colombia abbia qualcosa di originale che richiama fortemente l’attenzione”, ha proseguito il Francesco: “Non è mai stata una meta completamente realizzata, né una destinazione totalmente raggiunta, né un tesoro totalmente posseduto. La sua ricchezza umana, le sue abbondanti risorse naturali, la sua cultura, la sua luminosa sintesi cristiana, il patrimonio della sua fede e la memoria dei suoi evangelizzatori, la gioia spontanea e senza riserve della sua gente, l’impagabile sorriso della sua gioventù, la sua originale fedeltà al Vangelo di Cristo e alla sua Chiesa e, soprattutto, il suo indomabile coraggio di resistere alla morte, non solo annunciata, ma molte volte seminata: tutto questo viene sottratto, diciamo che si nasconde, a quelli che si presentano come stranieri bramosi di soggiogarla, mentre, all’opposto, si offre generosamente a chi tocca il suo cuore con la mansuetudine del pellegrino. La Colombia è così”. “Per questo, come pellegrino, mi rivolgo alla vostra Chiesa”, le parole di Francesco: “Sono vostro fratello, desideroso di condividere Cristo Risorto, per il quale nessun muro è eterno, nessuna paura è indistruttibile, nessuna piaga è incurabile”. “Non sono il primo Papa che vi parla nella vostra casa”, ha puntualizzato Bergoglio: “Due dei miei più grandi predecessori sono stati ospiti qui: il beato Paolo VI, che venne poco dopo la conclusione del Concilio Vaticano II per incoraggiare l’attuazione collegiale del mistero della Chiesa in America Latina; e san Giovanni Paolo II nella sua memorabile visita apostolica del 1986. Le parole di ambedue sono una risorsa permanente, le indicazioni che delinearono e la stupenda sintesi che offrirono sul nostro ministero episcopale costituiscono un patrimonio da custodire. Vorrei che quanto vi dico venga recepito in continuità con quello che essi hanno insegnato”.

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