Papa in Colombia: al Celam, “ritrovare unità”, senza “lasciarsi condizionare dall’aria condizionata degli uffici”

“Ritrovare l’unità”, senza “confondere le nostre vane necessità con la causa” di Gesù. È il secondo imperativo affidato dal Papa ai vescovi latinoamericani, nel discorso rivolto oggi ai membri del Celam da Bogotà, in cui ha esortato i presuli a non “cedere allo scoraggiamento”, nella loro azione missionaria, partendo dalla consapevolezza che “il Vangelo è sempre concreto, mai un esercizio di sterili speculazioni”. No, allora, alla “ricorrente tentazione di perdersi nel bizantinismo dei ‘dottori della legge’, di domandarsi fino a che punto si può arrivare senza perdere il controllo del proprio territorio delimitato o del presunto potere che i limiti garantiscono”. Sì, invece, ad una Chiesa “in stato di permanente di missione”, che “mentre cammina, incontra; quando incontra, si avvicina; quando si avvicina, parla; quando parla, tocca col suo potere; quando tocca, cura e salva”. “Uscire per incontrare, senza passare oltre; chinarsi senza noncuranza; toccare senza paura”, la ricetta di Francesco per la Chiesa del suo continente: “Si tratta di mettersi giorno per giorno nel lavoro sul campo, lì dove vive il Popolo di Dio che vi è stato affidato. Non ci è lecito lasciarci paralizzare dall’aria condizionata degli uffici, dalle statistiche e dalle strategie astratte. Bisogna rivolgersi alla persona nella sua situazione concreta; da essa non possiamo distogliere lo sguardo. La missione si realizza in un corpo a corpo”.

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