Papa in Colombia: al Celam, “la speranza in America Latina ha un volto giovane e di donna”

“La speranza in America Latina ha un volto giovane” e “un volto femminile”. Ne è convinto il Papa, che nel discorso al Celam ha fatto notare come “si parla spesso dei giovani: alcuni riportano notizie sulla loro presunta decadenza e su quanto siano assopiti, altri approfittano del loro potenziale come consumatori, non pochi propongono loro il ruolo di manovalanza dello spaccio e della violenza”. “Non lasciatevi catturare da simili caricature sui giovani”, l’invito ai vescovi latinoamericani: “Guardateli negli occhi e cercate in loro il coraggio della speranza. Non è vero che sono pronti a ripetere il passato. Aprite loro spazi concreti nelle Chiese particolari a voi affidate, investite tempo e risorse nella loro formazione. Proponete programmi educativi incisivi e obiettivi da realizzare, chiedendo loro, come i genitori chiedono ai figli, di mettere in atto le loro potenzialità ed educando il loro cuore alla gioia della profondità, non della superficialità. Non accontentatevi della retorica o di scelte scritte nei piani pastorali e mai messe in pratica”. “In ogni giovane si nasconde un istmo, nel cuore di tutti i nostri ragazzi c’è un pezzo di terreno stretto e allungato che si può percorrere per condurli verso un futuro che solo Dio conosce e a Lui appartiene”, ha assicurato Francesco citando il luogo della prossima Giornata mondiale della Gioventù, in programma a Panama: “Tocca a noi presentare loro grandi proposte per suscitare in essi il coraggio di rischiare insieme a Dio e di rendersi, come la Vergine, disponibili”. “La speranza in America Latina ha un volto femminile”, ha proseguito il Papa soffermandosi sul “ruolo della donna nel nostro continente e nella nostra Chiesa”: “Dalle sue labbra abbiamo imparato la fede; quasi con il latte del suo seno abbiamo acquisito i tratti della nostra anima meticcia e l’immunità di fronte ad ogni disperazione. Penso alle madri indigene o “morenas”, penso alle donne delle città con il loro triplo turno di lavoro, penso alle nonne catechiste, penso alle consacrate e alle così discrete “artigiane” del bene. Senza le donne la Chiesa del continente perderebbe la forza di rinascere continuamente. Sono le donne che, con meticolosa pazienza, accendono e riaccendono la fiamma della fede”. “Se vogliamo una fase nuova e vitale della fede in questo continente, non la otterremo senza le donne”, la tesi di Francesco auspicando che le donne siano “protagoniste nella Chiesa latinoamericana”, e non vittime del “clericalismo”.

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