Papa in Colombia: al Celam, “imparare dal metodo” di Aparecida, no a “funzionalismo, clericalismo, gnosticismo e casta”

(Foto L'Osservatore Romano (www.photo.va) / SIR)

“Imparare dal metodo” di Aparecida, l’ultimo evento sinodale della Chiesa latinoamericana e dei Caraibi. È l’imperativo con cui è iniziato il discorso del Papa al comitato direttivo del Celam, avvenuto questo pomeriggio (ore 22 in Italia) nella nunziatura apostolica di Bogotà. Il “metodo” di Aarecida, ha ricordato Francesco, è “basato essenzialmente sulla partecipazione delle Chiese locali e in sintonia con i pellegrini che camminano in cerca del volto umile di Dio”: in questa prospettiva, la missione della Chiesa latino americana “vuol essere non la somma di iniziative programmatiche che riempiono le agende e disperdono anche energie preziose, bensì lo sforzo per porre la missione di Gesù nel cuore della Chiesa stessa, trasformandola in criterio per misurare l’efficacia delle strutture, i risultati del lavoro, la fecondità dei ministri e la gioia che essi sono capaci di suscitare. Perché senza gioia non si attira nessuno”. No, allora, alle “tentazioni, ancora presenti, della ideologizzazione del messaggio evangelico, del funzionalismo ecclesiale e del clericalismo”: bisogna “arrivare al cuore dell’uomo”, tenendo presente che “Dio, quando parla all’uomo in Gesù, non lo fa con un generico richiamo come a un estraneo, né con una convocazione impersonale alla maniera di un notaio, né con una dichiarazione di precetti da eseguire come fa qualsiasi funzionario del sacro”, ma “con la voce inconfondibile del Padre che si rivolge al figlio”. Non si può, per Bergoglio, “ridurre il Vangelo a un programma al servizio di uno gnosticismo di moda, a un progetto di ascesa sociale o a una visione della Chiesa come burocrazia che si autopromuove, né tantomeno questa si può ridurre a un’organizzazione diretta, con moderni criteri aziendali, da una casta clericale”. La Chiesa, per Francesco, “è mistero e popolo”, come si legge nella Lumen Gentium: “vicinanza e incontro sono gli strumenti di Dio che, in Cristo, si avvicinato e ci incontrato sempre”. “Aparecida è un tesoro la cui scoperta è ancora incompleta”, le parole di Francesco: “Le realtà indispensabili della vita umana e della Chiesa non sono mai un monumento ma un patrimonio vivo”. “C’è tanta dispersione interiore e anche esteriore!”, il grido d’allarme del Papa: “I numerosi eventi, la frammentazione della realtà, l’istantaneità e la velocità del presente, potrebbero farci cadere nella dispersione e nel vuoto”.

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