Kosovo: Pristina, consacrazione santuario “Madre Teresa”. Don Giergij (vicario diocesi), “nuova chiesa è un invito a pregare e imitare” la santa

Questo nuovo santuario è un invito “non solo ad ammirare Madre Teresa, e pregarla, ma a imitarla”, spiega al Sir mons. Lush Gjergji, vicario generale dell’amministrazione apostolica di Pristina, dopo la consacrazione del santuario “Madre Teresa” avvenuta oggi a Pristina. Questo santuario “diventa un cammino spirituale, una scuola dove imparare come vivere la fede e come essere ispirati dall’amore cristiano per tutti, senza nessuna distinzione”. Il defunto presidente del Kosovo, Ibrahim Rugova, aveva tanto voluto la costruzione della cattedrale perché, racconta ancora mons. Lush, diceva: “Finalmente la nostra Chiesa cattolica esce dalle catacombe in cui ha vissuto per secoli” e nonostante le persecuzioni è rimasta una presenza viva. E aggiunge mons. Gjergji: “Grazie a Dio è rimasta la fratellanza al di sopra delle appartenenze religiose e con Madre Teresa riscopriamo l’unità nella diversità”. Il santuario, la cui costruzione è iniziata nel 2007, è lungo 77,40 metri dall’abside al portico, largo 42,30 metri al transetto, alto 32,50 metri.

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