Famiglia: Giovannini (Osservatorio), “centralità del figlio, mediazione, no disparità trattamento”

Migliorare il sistema-giustizia in ambito familiare e individuare strumenti di soluzione conciliativa delle problematiche inerenti alle relazioni familiari e interpersonali, specialmente a garanzia dei più deboli, istituendo “apposite strutture a composizione professionale mista”. Sono alcune proposte emerse dal terzo gruppo di lavoro “L’evoluzione della famiglia fra diritto e società” svoltosi ieri nell’ambito della terza Conferenza nazionale sulla famiglia. “Ci siamo concentrati sulla mediazione familiare che può aiutare a comporre il conflitto o a trovare una soluzione condivisa – spiega la rapporteur Marta Giovannini (Osservatorio nazionale famiglia) -, esigenza molto sentita data la forte conflittualità presente nelle famiglie. Se nel diritto penale minorile si riesce a trovare un accordo e a riaccendere il dialogo tra reo e vittima, questo si può fare anche nella relazione familiare. La figura del mediatore deve essere però altamente qualificata”. “Sulle residue disparità di trattamento tra famiglie fondate sul matrimonio e non – aggiunge – occorre superare le diffeernze di trattamento processuale in diversi ambiti”. Un’ulteriore differenza su cui si dovrebbe aprire un dibattito “è quella che deriva dallo status di figlio al momento della nascita che, se nato fuori dal matrimonio, richiede il riconoscimento volontario de parte del padre. In discussione, quindi, il riconoscimento automatico della filiazione ‘naturale’ in capo alla sola madre e il diritto del minore a crescere nella propria famiglia”.

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