Scontri per casa popolare: Feroci (Caritas Roma), “reagire a inciviltà di pochi. Non possiamo cedere alla violenza”

“È assurdo che gruppi organizzati di poche persone, che fomentano la guerra tra poveri, tengano in scacco una città. È stato assegnato un alloggio a chi stava nella lista e ne aveva diritto. Io non capisco perché queste persone devono agire con violenza. Io non ci sto, non accetto una società così”. Mons. Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, è indignato e addolorato nel commentare al Sir gli scontri tra polizia e militanti di Forza Nuova al quartiere romano Trullo per impedire ad una famiglia italiana di origine eritrea (padre, madre e un bambino) di entrare nella casa popolare legalmente assegnata. Il direttore della Caritas di Roma chiede di “non abbassare la testa davanti all’illegalità, in una società in cui chi è più forte vince”. E rivolge un appello a tutti i romani, in particolare ai cristiani, a “non essere complici” e “alzare un po’ la voce”. “Noi romani non possiamo tenere le braccia conserte davanti all’imposizione di pochi, che va addirittura contro la legge, addolora un bambino e una famiglia – afferma mons. Feroci -. Come città e come romani non possiamo cedere alla violenza. Vorrei che la società civile e i cristiani reagissero e che la positività dell’accoglienza di tante persone non venga offuscata da quattro scalmanati che girano per la città per creare situazioni di tensioni, come già accaduto in passato. E’ stata solo applicata la legge, perché allora siamo tutti muti? Allora siamo complici anche noi. Stiamo arrivando alla civiltà dell’inciviltà. Noi romani non siamo così”. “Ieri il Papa ci ha chiesto di allargare le braccia ai migranti – conclude  -. Anch’io voglio farlo, nel rispetto della legalità e della giustizia”.

 

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