Profughi: mons. Martino (Migrantes Genova), “a Multedo c’è pregiudizio verso lo straniero”, ma solo la conoscenza fa superare la paura

“A Multedo c’è timore, paura e tanta confusione. Oltre 200 persone, sabato sera, hanno gridato con forza la loro paura, il pregiudizio instillato dai media che fanno terrorismo psicologico sullo ‘straniero’, l’extracomunitario o peggio ‘il clandestino'”. Lo scrive mons. Giacomo Martino, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Genova, in un articolo pubblicato su “Il Cittadino” di Genova per rispondere al malcontento di una parte della popolazione di Genova Multedo dove è in fase di allestimento un centro di accoglienza per profughi e richiedenti asilo che verranno ospitati presso le Suore della Neve. Don Giacomo ha scritto che “nell’ascoltare grida e insulti e vedere i volti trasfigurati dalla paura dei diversi convenuti non ho colto un quartiere razzista, no, ma certamente così altamente pompato e spaventato e pregiudicato dal fenomeno che non ho potuto fare altro che invitarli a venire a vedere le nostre case, incontrare i nostri ragazzi e passare, attraverso l’incontro, dalla paura all’accoglienza, dal rifiuto all’amicizia”. Nel testo mons. Martino ha ricordato le esperienze già in essere a Genova spiegando che il Campus organizzato dalla diocesi di Genova va nell’ottica dell’integrazione dei migranti durante il tempo nel quale sono in attesa del permesso di soggiorno. “Questa fase – scrive – gli consente molta interazione con gli italiani sino a far nascere storie di amicizia che sono fondamentali per il loro futuro” perché “una volta ottenuto il permesso per restare in Italia dovendo uscire dal programma della Prefettura hanno l’opportunità di un vero inserimento senza rischiare di diventare i senzatetto del domani”. Questo “è il progetto che sabato, tra le grida sprezzanti di alcuni e liberatorie di altri, non ho potuto raccontare” ed è “un progetto che non potremmo mai completare senza gli abitanti di Multedo, una integrazione impossibile senza le associazioni del territorio che spero presto di incontrare perché i nostri ragazzi possano subito farne parte per fare volontariato insieme a tanti residenti”.

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