Laici: Elia (Meic), serve “impegno dal basso” per ricompattare il tessuto sociale e “rigenerare la politica”

Un vero “impegno dal basso”, capace di ricompattare un tessuto sociale sfilacciato e a rischio strappo, presuppone da parte dei laici cattolici  “capacità di leggere le situazioni e di interpretarle, senza attendere sempre la parola o l’invito di un vescovo o del Papa”, afferma in un’intervista al Sir Beppe Elia, presidente del Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale). “Non bastano le scuole di formazione politica e sociale – sostiene -; occorre un’azione più capillare. Lo sfilacciamento del tessuto sociale è figlio di gravi inadempienze della politica, ma anche di un ritrarsi da parte di chi, come i cristiani, dovrebbe sentire la responsabilità evangelica di fare spazio ai poveri, creare un clima più fraterno, esprimere uno stile di mitezza”. Per questo il Meic accoglie l’invito del Papa ad entrare in politica”, in quella con la P maiuscola. “Pur essendo evidente che un’associazione ecclesiale non può confondersi con un soggetto politico, abbiamo tuttavia condiviso l’esigenza di dedicare questo triennio ad una iniziativa culturale, che non sia limitata unicamente alla nostra associazione, ma si apra alla collaborazione con altre realtà (ecclesiali e non). Obiettivo – conclude Elia -, rigenerare la politica con un confronto che non sia condizionato dalla preoccupazione dei successi elettorali, ma si muova in una prospettiva di lungo termine e assuma seriamente le criticità che tutti stiamo sperimentando”.

 

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