Diocesi: “Gente Veneta”, dati e riflessioni su uso beni e strutture per residenzialità e carità

A seguito della vicenda della canonica di Santa Fosca, il settimanale della diocesi di Venezia “Gente Veneta” dedicherà sul prossimo numero un ampio servizio in cui si affronta, con dati ed elementi di riflessione, l’impegno quotidiano della Chiesa veneziana nell’uso di beni e strutture per residenzialità e carità. Nel servizio, pubblicato oggi sui siti internet del Patriarcato e del settimanale, si ricorda che “la diocesi di Venezia è tra gli enti firmatari del protocollo d’intesa – siglato un anno fa in Prefettura – che prevede misure straordinarie in favore degli inquilini morosi incolpevoli; aderendo all’iniziativa ha subito messo a disposizione un fondo di 50mila euro nel 2016 e poi altrettanti nel 2017 per finanziare ulteriormente il progetto”. Inoltre, “la diocesi è pronta e disponibile ad interventi straordinari in casi di urgenza e necessità, come è successo alcuni mesi fa (e succede tuttora) per dare ospitalità ad alcune famiglie colpite dal grave incendio di un palazzo a Cannaregio o come avviene in questi giorni per un paio di casi in difficoltà”. “Gente Veneta” sottolinea poi che “solo negli ultimi 18 mesi la diocesi è intervenuta per un totale di 493.166 euro (373.023 nel 2016 e 123.043 nella prima metà del 2017) con risorse straordinarie e cioè non tratte dai proventi dell’8 per mille” contribuendo al “sostegno del pagamento di affitti e bollette per persone e realtà in difficoltà”. Inoltre, la mensa-dormitorio “Papa Francesco” a Marghera fornisce una media di 78 pasti al giorno e accoglie ogni notte 24 uomini, la mensa “Betania” a Venezia (Cannaregio) offre una media di 64 pasti al giorno e 14 posti letto giornalieri per donne, alla Tana (Castello) i pasti giornalieri sono in media 44 mentre al dormitorio “Betlemme” vi sono 24 posti letto giornalieri per uomini. Nel centro d’ascolto di Venezia nel 2016 sono stati registrati 1985 “contatti” relativi a 478 persone mentre a quello di Marghera si sono rivolte 286 persone. Non vanno dimenticate – prosegue Gente Veneta – le 76 persone accolte nel corso dell’anno alla casa S. Raffaele di Mira (per immigrati), le 54 persone che si sono avvicinate al servizio di sostegno al credito “S. Matteo” (41 ne hanno poi beneficiato effettivamente) più altre persone ancora che si sono rivolti allo sportello anti-usura della Fondazione Tovini. Infine è offerta ospitalità a 42 richiedenti asilo (30 adulti e 12 bambini). A questo vanno aggiunti i servizi promossi da realtà ecclesiali nella città di Mestre – come le mense dei padri Cappuccini, della san Vincenzo mestrina e dei padri Somaschi ma anche il dormitorio per donne “Casa Taliercio”. Per quanto riguarda il sostegno alle missioni, “negli ultimi 18 mesi la diocesi di Venezia ha contribuito con 217.596 euro ad azioni svolte a favore di diverse realtà, comunità e persone delle aree più povere del nostro pianeta”. “Gente Veneta” conclude il servizio sottolineando che “se si riflette bene, senza pregiudizi o demagogie e al di fuori dei luoghi comuni, la soluzione adottata dalla Chiesa veneziana per la canonica di Santa Fosca – data in affitto ad una realtà – potrà forse sembrare ‘singolare’ ma non certo sconveniente né, tantomeno, tale da sconfessare o contraddire quella limpida testimonianza dell’amore e quell’attenzione costante alle persone che la fede in Gesù Cristo sempre più oggi propone ed esige”.

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