Ambiente: Libera, premiati i vincitori del concorso “Regoliamoci!”. Don Ciotti, “dare vita a resistenza etica, ambientale, civile e culturale con i giovani”

Sono stati 10mila gli studenti che hanno partecipato alla XI edizione del concorso “Regoliamoci!”, promosso da “Libera” in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca. Tra le centinaia di elaborati prodotti, provenienti da oltre 500 istituti scolastici italiani, ci sono – si legge in una nota – “esperienze di riqualificazione in chiave ‘verde’ degli spazi del proprio istituto, testi narrativi, progetti partecipati di rigenerazione urbana o di spazi verdi realizzati con passione e creatività”. Ad aggiudicarsi i premi del concorso dedicato quest’anno al tema “Ecocentrico! L’ambiente è la nostra casa” sono stati: per la scuole primarie, sezione “Stiamo al verde”, la classe 3ªC del circolo didattico san G. Bosco di Biancavilla (Ct) con idea progettuale di trasformare un cortile grigio in uno spazio verde vivibile; per le scuole secondarie di primo grado, sezione “Eco storie”, la 2ªD del plesso Brunelleschi dell’Istituto comprensivo 1 di Porto Torres (Ss); per la categoria delle scuole secondarie di secondo grado, le classi 2ªA-3ªA dell’Istituto tecnico commerciale Agostinelli di Ceglie Messapica (Br). “Dobbiamo ricominciare a parlare di più il linguaggio dell’ambiente – ha dichiarato don Luigi Ciotti, presidente nazionale Libera – che è poi il linguaggio della cultura e della vita. Riflettere sempre sui diversi aspetti del degrado ambientale significa capire le ragioni culturali e politiche che mettono a rischio la sopravvivenza del nostro pianeta”. “Bene l’inserimento degli eco-reati nel codice penale – ha proseguito – ma dobbiamo essere consapevoli che la tutela dell’ambiente non può essere imposta per decreto: va trasmessa, insegnata, interiorizzata dentro la nostra coscienza”. Per don Ciotti, “dobbiamo dare vita ad una nuova forma diffusa di resistenza etica, ambientale, civile e culturale con giovani appassionati, sensibili, curiosi e impegnati. Dobbiamo cambiare la storia, non subirla”.

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