Terra Santa: ai frati della Custodia il Premio “Convivencia Ciudad Autónoma de Ceuta” per il lavoro svolto a favore di dialogo e pace

Ai frati minori della Custodia il Premio “Convivencia Ciudad Autónoma de Ceuta”. A motivare il riconoscimento, iniziativa nata nel 1998 per opera della città spagnola, sita sulla costa settentrionale del Marocco, il “lavoro sociale svolto dalla Custodia a favore della pace e della concordia, la promozione della tolleranza, la riconciliazione, il dialogo tra le diverse culture, favorendo la pace e l’arricchimento culturale ed essendo un punto di unione e connessione tra le religioni”. Scopo del premio, infatti, è “diffondere i valori della pacifica convivenza multiculturale tra musulmani, cristiani, ebrei e indù, esistenti nella città da tempo immemorabile”. La premiazione si è svolta il 6 settembre scorso, ma la notizia è stata diffusa solo oggi, 25 settembre. Il premio è stato ritirato dal custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, che ha raccontato delle attività svolte dalla Custodia ogni giorno nei santuari, nelle scuole, nelle parrocchie. “Vorrei chiedervi un ricordo speciale nella preghiera per i nostri frati, per le persone che gli sono stato affidate e per tutta la popolazione toccate dalla guerra, la violenza e il terrorismo”, ha affermato il custode. L’8 settembre padre Patton ha visitato un tempio induista, la sinagoga e la moschea Muley el Medhi, proprio come segno concreto di dialogo. Algeciras, nei pressi di Gibilterra, è stata la seconda tappa raggiunta il 9 settembre via nave, attraversando la striscia di Mar Mediterraneo che divide il Marocco dalla Spagna. Spostatosi in auto nella città di Caravaca de la Cruz, nella comunità autonoma di Murcia, il custode è stato invitato a presiedere una messa nel santuario della città gestito da più di 5000 confratelli. Un santuario significativo perché “legato all’apparizione della Vera Croce in epoca in cui Ceuta era governata dai musulmani”, ha raccontato il custode che ha promosso i pellegrinaggi in Terra Santa perché questa “arrivi in Spagna, nel mondo e possa continuare a parlare a tutti”.

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