Germania: i titoli dei giornali sul risultato elettorale

“Per la grande coalizione tramontata, la politica sui rifugiati della Merkel si è rivelata una zavorra che ha portato gravi perdite a entrambi i partner”. Questa la lettura dell’esito elettorale che stamane Berthold Kohler, editore della Frankfuerter Allgemeine pubblica sul sito. In apertura il titolo “Shock per il sistema”. “Merkel potrà rimanere cancelliera se riuscirà a forgiare un’alleanza nero-giallo-verde. Non sarà facile”, scrive ancora Kohler. Sì, perché la Cancelliera ha vinto per la quarta volta le elezioni, ma è stata “la sua vittoria più amara”, titola Die Zeit, perché ha subito “grandi perdite” e l’“assalto dei populisti di destra dell’AfD in parlamento”. È questa la seconda grande notizia di questa tornata che ha riservato la sorpresa del 12.9% di voti al partito di destra, 94 seggi in parlamento. Per il Tageszeitung in realtà “non hanno nessuna possibilità” di successo nel tempo, perché criticano tutto della Germania, “di come fa tic-tac”. E poi perché comunque “secondo gli studi di Wilhelm Heitmeyer” in Germania “c’è sempre stata una fetta del circa 20% delle persone che seguono visioni del mondo nazionalistiche e / o populistiche”. “È giusto così” scriveva stamattina Der Spiegel. “Angela Merkel merita questa sconfitta, è la sua sconfitta, anche in queste proporzioni”, frutto del suo “governo del silenzio: non irritare nessuno, tranquillizzare tutti, nessun grande dibattito, nessun grande cambiamento, consenso, il più ampio possibile, preferibilmente in una grande coalizione”. “Naturalmente, è un disastro” l’esito dell’AfD, ma tra i dati positivi, Der Spiegel elenca il fatto che “la democrazia liberale ha bisogno di una forte opposizione da parte di un partito liberale”, come farà l’SPD di Martin Schulz, grande sconfitto; la nuova coalizione “Giamaica” potrebbe portare a “una modernizzazione dell’economia tedesca con un impatto verde”. “Questo risultato elettorale, e una coalizione che non sarà facile da guidare, potrebbe rendere più umile la Merkel”. E poi l’AfD è così frammentato che le battaglie interne non tarderanno ad arrivare. Fuori Germania, la testata Politico.eu sostiene che questo è stato “l’inizio del tramonto della Merkel”, ma “non è Weimar” perché “la stragrande maggioranza dei tedeschi non ha votato per l’AfD e la maggior parte di coloro che lo hanno fatto, lo ha fatto per protesta”. Su Le Monde “Merkel è indebolita, di fronte a un paesaggio politico in gran parte inedito”, per le Figaro è una “amara vittoria”, ma non esita a definire Angela Merkel “formidabile stratega”. Sul Guardian “qualsiasi coalizione formerà la Merkel, non farà grande differenza per Brexit, ma potrà rendere le riforme euro più difficili”. Decisa l’austriaca Die Presse: è uno “schiaffo in faccia” il fatto che AfD nella Germania dell’est sia il secondo partito.

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