Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, serve “rilancio della pastorale missionaria”, “prima il Vangelo!”

“Lo spirito missionario; la spiritualità dell’unità; la cultura della carità”. Sono queste, per il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, le “bussole di orientamento” e le “priorità” che, sulla scorta del magistero di Papa Francesco, devono caratterizzare il volto pastorale della Chiesa in Italia. “Siamo chiamati, innanzitutto, ad essere Chiesa al servizio di un’umanità ferita”, ha spiegato nella prolusione che ha aperto, oggi pomeriggio, a Roma, il Consiglio episcopale permanente: “Che significa, inequivocabilmente, essere Chiesa missionaria. E la prima missione dei cristiani consiste nell’annuncio del Vangelo nella sua stupenda, radicale e rivoluzionaria semplicità”. “È la visione francescana di un Vangelo sine glossa, quel Vangelo che dobbiamo ad ogni uomo e a ogni donna, senza imporre nulla”, ha precisato Bassetti citando, subito dopo, don Primo Mazzolari: “È un annuncio d’amore per ogni uomo”. “Molto si fa nelle nostre Chiese, ma questo cammino va accelerato”, la proposta: “Crescono nuove generazioni, diverse dalle precedenti”, ed ogni Chiesa particolare, come scrive il Papa nell’Evangelii Gaudium, è chiamata ad “entrare in un deciso processo di discernimento, purificazione e riforma”. “È assolutamente necessario un deciso impegno per rivitalizzare le realtà che già esistono al nostro interno, ma che forse hanno smarrito la tensione e la capacità di animazione sul territorio”, l’esortazione concreta di Bassetti, che ha auspicato un “rilancio della pastorale missionaria” anche durante la prima edizione del Festival nazionale, che quest’anno si svolgerà Brescia dal 12 al 15 ottobre: “La missione non solo è possibile, ma è il termometro del nostro essere Chiesa”. Concretizzare “il sogno missionario di arrivare a tutti”, l’obiettivo dell’Evangelii Gaudium additato alla Chiesa italiana: “Un sogno che ci scuote dalle abitudini e dalla pigrizia e ci appassiona. Che il sogno missionario diventi la nostra passione personale e quella del popolo di Dio”. “Prima il Vangelo!”, l’imperativo: “Nel cuore di questo cambiamento d’epoca la Chiesa italiana sta in mezzo al popolo con la semplicità eloquente del Vangelo, senza altra pretesa che darne testimonianza. Il primato dell’annuncio del Vangelo fa tornare semplici. Talvolta fa archiviare progetti, non sbagliati, ma secondari rispetto a tale primato. Il nostro orizzonte diventa più semplice, ma non meno impegnativo: prima il Vangelo!”.

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