Seminario Fisc: mons. Muratore (Nicosia) ai giornalisti, “conoscere il territorio per amarlo e raccontarlo”

“La nostra diocesi, piccola, lontana, spesso dimenticata e bistrattata vi accoglie, lo fa con gioia, con dignità, con affetto fraterno. Si presenta a voi giornalisti con le sue povertà, quelle volute dalla posizione geografica, quelle dettate dalla disattenzione delle istituzioni e dal silenzio della politica. Voi che vi chiedete come raccontare le povertà potreste raccontarci così, almeno da questo punto di vista. Sottolineo ‘da questo punto di vista’ perché poi, se si guarda oltre, si scopre la ricchezza del territorio. Quella dei panorami e dei luoghi; quelli della bella gente, delle iniziative serie e colme di attenzioni. E anche la ricchezza grande di una Chiesa locale”. Il saluto di mons. Salvatore Muratore, vescovo di Nicosia, ha aperto il 4° dei cinque seminari ai quali stanno partecipando i giornalisti della Fisc, dell’Ucsi Sicilia e quanti hanno aderito alla proposta di formazione annuale intitolata a mons. Alfio Inserra e dedicata a “Raccontare le povertà”. Mons. Muratore ha presentato i “numerosi giovani impegnati nelle missioni, le tante famiglie che insieme stanno riscoprendo ed esaltando la presenza di Dio nella loro unione d’amore e familiare, i fidanzati che si ritrovano in un cammino annuale per confrontare il loro amore e la loro idea di famiglia, i ragazzi che sperimentano cammini di catechesi che vanno oltre l’incontro settimanale e si fanno esperienza, anche di famiglia”.
“Noi siamo periferia esistenziale – ha aggiunto mons. Muratore – ma capaci di aprire sentieri di prossimità, sentieri che ci vogliono prossimi ai poveri, ai giovani e ai loro problemi esistenziali, alle questioni occupazionali. Sentieri che ci rendono prossimi al territorio, lo stesso territorio i cui limiti ho denunciato personalmente, scrivendo ai prefetti e ai politici: siamo a rischio di desertificazione e troppo vicini all’abbandono. Se non si conosce il territorio come lo si può amare? E se non lo si ama come si può pensare ad un rinnovato impegno sociale?”. Ma “occorre andare oltre il perimetro e per farlo abbiamo bisogno delle comunicazioni sociali”. Ai giornalisti, come ai fedeli della sua diocesi, il vescovo consegna “tre parole, tre verbi, tre azioni: servire, donare, amare”: “raccontare le povertà, come voi vi prefiggete di fare, è elemento fondamentale per essere cronisti della verità nella carità”.

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