Ccee: “Educare alla cultura dell’incontro”. A Roma meeting annuale responsabili nazionali della pastorale dei migranti

Una cinquantina di rappresentanti di 24 conferenze episcopali in Europa si sono incontrati a Roma, dal 21 settembre a oggi, per una due-giorni di dialogo e confronto con i vertici per la sezione “Migranti e rifugiati” del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. Al centro dell’incontro l’udienza con Papa Francesco, svoltasi in Vaticano nella mattinata di venerdì 22 settembre. I lavori erano iniziati nel pomeriggio di giovedì con i saluti del cardinale Josip Bozanić, responsabile della sezione “Migrazioni” della Commissione Ccee Caritas in veritate. Il cardinale ha indirizzato un messaggio ai partecipanti nel quale ha ripercorso gli ultimi anni dell’attività della Commissione, “mostrando – riferisce il Ccee – il lavoro costante e gli sviluppi assunti dalla pastorale per i migranti e rifugiati in Europa”. Gian Carlo Blangiardo e Simona Maria Mirabelli (Università Milano Bicocca) hanno presentato un’analisi dell’indagine realizzata presso le Conferenze episcopali d’Europa riguardo la situazione dei migranti “e la percezione del fenomeno”.
Lo studio del materiale “ha permesso l’individuazione di alcuni aspetti-chiave: i bisogni e le criticità connesse al fenomeno dei rifugiati; il ruolo dell’informazione e della comunicazione sociale e religiosa nella conoscenza e rappresentazione del fenomeno; la percezione della popolazione autoctona nei confronti di migranti e rifugiati; le azioni e gli interventi della Chiesa cattolica a sostegno delle popolazioni di interesse”. L’analisi mostra la “capacità della Chiesa a rispondere alle diverse sfide poste dal fenomeno migratorio” e allo stesso tempo mette in luce “la necessità di migliorare il confronto, il dialogo, la collaborazione e lo scambio di risorse tra i vari attori del settore”.
A Roma, i responsabili nazionali si sono anche confrontati sulle varie sfide che la mobilità umana pone oggi agli Stati europei e alla comunità cristiana. “Dalle discussioni emerge come ovunque in Europa c’è attenzione e accoglienza di fronte all’attuale fenomeno migratorio: un evento inedito, complesso e variegato, un vero e proprio esodo – hanno detto i partecipanti – di chi ha più bisogno e cerca disperatamente un domani”. Al contempo “numerose sono le difficoltà di ordine culturale o di tipo sociale che ostacolano l’integrazione e la stessa percezione di questo popolo in cammino”. Solidarietà e paura “sono i due sentimenti contrastanti spesso evocati nel corso dei lavori che rappresentano il clima attuale” in Europa. Lo stesso Papa Francesco ha manifestato la sua preoccupazione di fronte “ai segni di intolleranza, discriminazione e xenofobia che si riscontrano in diverse regioni d’Europa. Esse sono spesso motivate dalla diffidenza e dal timore verso l’altro, il diverso, lo straniero”.
Per far fonte a questa situazione, la risposta della Chiesa “è – segnala il Ccee – una rinnovata fiducia e la determinazione a non arrendersi di fronte alle difficoltà presenti per continuare con maggiore slancio e convinzione nella propria attività pastorale”. Come ha affermato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente del Ccee: “non ci arrendiamo. Se Gesù è con noi, noi saremmo sempre con tutti”. Successivamente, nel Palazzo San Calisto, sede del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, i responsabili per la sezione “Migranti e rifugiati” hanno condiviso con i partecipanti le priorità e i progetti su cui lavora il dicastero vaticano. I lavori si sono conclusi oggi con una visita al Centro San Saba, gestito dall’associazione Centro Astalli che ospita uomini richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.

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