Amoris Laetitia: la voce dei responsabili, accogliere, ascoltare, curare, far gustare la bellezza del matrimonio

“Il Papa invita la Chiesa, tutti noi, non tanto a giudicare sui principi ma a curare. La Chiesa è specializzata nella cura delle ferite dell’anima”. Così don Pietro Pasquini, fondatore dell’Eremo di Caresto, intervenuto al dibattito in corso nell’ambito dell’incontro dei rappresentanti delle associazioni che si occupano di famiglia, promosso oggi a Roma dall’Ufficio nazionale per la pastorale familiare della Cei. Sullo sfondo “Amoris Laetitia”. “Nei nostri esercizi spirituali ogni fine settimana – riferisce don Pasquini – incontriamo famiglie che vengono da tutta Italia e, da quello che ci dicono alla fine, la cosa più importante è l’accoglienza e lo stile familiare che sperimentano. A presentare il Vangelo con lo stile della gioia si vince. Più che spaventarci o spaventare gli altri, dice il Papa, facciamo gustare il bene e la bellezza del matrimonio”. Renato Galeri, delegato Associazione famiglie separate cristiane (Roma) chiede “non solo accompagnamento ma anche ascolto”. Patrizia Berto, responsabile Associazione nazionale sindacato famiglie (Milano), racconta che l’impegno “si concentra soprattutto sui conflitti e disagi tra coniugi” e sottolinea come l’ondata mediatica vada “contro” la famiglia. Parte dalla sua esperienza professionale Piero Uroda, presidente dell’Unione cattolica farmacisti italiani (Roma), quando afferma che dalla richiesta di contraccettivi anche da parte di giovanissimi o addirittura da parte delle madri di ragazzine, non può non nascere una riflessione. Mariangela Zama, referente dell’Associazione Papa Giovanni XXIII (Faenza–Modigliana) parla dell’impegno di approfondire la specifica spiritualità coniugale e familiare per essere capaci di aprirsi ai bisogni dell’esterno. “Come far sì – chiede – che le famiglie siano capaci di diventare luogo di accoglienza, solidarietà e speranza per i poveri?”. Angela Turchiano, referente nazionale dell’Associazione italiana guide e scouts cattolici d’Europa (Roma), sottolinea che “avvicinare i genitori attraverso i ragazzi, e coinvolgerli attraverso occasioni informali di convivialità, aiuta a creare reti tra famiglie”. Per Primo Galassi, vicepresidente dell’Associazione italiana genitori (Age), occorre dare la possibilità alle coppie che hanno scelto la convivenza e magari hanno già bambini, di essere accompagnate a comprendere il valore del matrimonio e dell’educazione cristiana dei figli: “Le famiglie hanno bisogno di essere ascoltate”.

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