Welfare: Poletti (ministro), “costruire percorsi di inclusione sociale e lavorativa insieme alle famiglie”

“Costruire percorsi di inclusione sociale e lavorativa insieme alle famiglie stesse, affinché esse vivano il cambiamento non come un’imposizione, ma come un percorso condiviso”. È una delle prospettive tracciate dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in un’intervista pubblicata da “Desk”, la rivista dell’Ucsi che dedica l’ultimo numero a “Raccontare il lavoro”, in vista della Settimana sociale dei cattolici italiani. Secondo il ministro, “per riuscire in questo cambio di paradigma è necessario costruire un’infrastruttura robusta, che individui modelli di intervento appropriati e innovativi”. “Occorre ripensare il modello organizzativo dei servizi- aggiunge Poletti – garantendo adeguate professionalità e rafforzando la loro capacità di operare in rete con altri soggetti pubblici, privati e del Terzo settore”. Per il ministro, “Si tratta di una trasformazione profonda del modello di welfare, che produce sviluppo in termini di migliore qualità dei servizi, maggiore efficacia dei nuovi strumenti di contrasto alla povertà e, pertanto, maggiore benessere sociale”. Nell’intervista, Poletti parla di “principio di equità” che “rappresenta un valore universale, non solo della modernità”, di “welfare giusto” che “è innanzitutto orientato al sostegno attivo di chi si trova in stato di bisogno”. “Per sostegno attivo – spiega – intendo servizi mirati”, che “puntino alla costruzione di una vera solidarietà intorno alla persona o ai gruppi che si trovano in situazioni di disagio e di vulnerabilità”. “Una politica efficace di inclusione – e quindi di riequilibrio delle disuguaglianze – non può che passare attraverso una rete di servizi che sappia valutare i fattori di vulnerabilità delle persone, per poi definire un progetto integrato di interventi che sia in grado di valorizzare e attualizzare le competenze e le energie preservate di tutti i componenti della famiglia, dando credito di fiducia nelle possibilità di cambiamento attraverso l’attivazione delle risorse e delle potenzialità”.

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