Festival Francescano: mons. Zuppi (Bologna), “scendere in piazza per dialogare e comprendere”

(Bologna) “Continuare a parlare delle cose di Dio da uomini”: così l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Maria Zuppi, ha presentato oggi l’edizione 2017, la nona, del Festival Francescano (dal 22 al 24 settembre) che si svolgerà nel capoluogo emiliano proprio a ridosso della visita di Papa Francesco alla città (1° ottobre). “Lo scorso anno, il mio primo a Bologna, fu una scoperta, quest’anno è una gradita conferma”, ha spiegato mons. Zuppi. Un evento che, ha aggiunto, “mi ha colpito per il luogo in cui si tiene, all’aperto. I francescani, seguendo il loro carisma e il loro fondatore ci portano in strada, in piazza”. Non si tratta solo di una questione logistica, ma “della scelta di incontrare, parlare, spiegare, comprendere, discutere insieme, dialogare”. Una scelta che trova compimento nell’agire del Santo di Assisi. “La prima volta che San Francesco venne a Bologna – ha svelato Zuppi – non volle entrare in città perché i francescani si erano costruiti una grande casa, piena di libri. Io non sto qui, vado per strada, disse. La seconda volta venne e parlò in piazza. Il commento della gente fu: sembrava che conversasse, cioè non parlava da prete, non parlava un linguaggio interno”, parlava “un linguaggio che tutti capivano. Credo che il Festival Francescano sia questo: continuare a parlare delle cose di Dio da uomini”. Parlando del titolo del Festival “Futuro Semplice”, mons. Zuppi ha sostenuto come “il futuro ci preoccupi molto, in alcuni casi troppo”. Per cui “ci aggrappiamo al passato o cerchiamo di conservare il presente”. L’unico modo per conservare il presente “è guardare al futuro nella maniera semplice di San Francesco, che non è quella di evitare i problemi, ma di affrontarli risolvendoli. Francesco era un uomo semplice, ma che affrontava cose complicatissime”. Parlare di futuro semplice, quindi, “ci aiuta a guardare il mondo con fiducia, ma non perché guardiamo a un qualcosa che non esiste, ma perché guardiamo alle sfide che ci attendono e in queste troviamo la soluzione. La speranza ci aiuta a vedere il futuro e a non toglierlo a chi è giovane oggi”.

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