Sinodo giovani: Rosina (demografo), “dare loro strumenti per essere produttori di bene sociale”

“Noi stiamo sprecando i giovani rispetto alla loro volontà di sentirsi valore sociale ed impegnarsi per il bene comune”. Bisogna dunque “ribaltare il quadro; non parlare più di giovani come emergenza ma dare loro strumenti per realizzare questa aspirazione di essere produttori di bene sociale”. Non ha dubbi Alessandro Rosina, demografo e curatore del Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo, intervenuto questa mattina alla seconda giornata del seminario dei docenti di teologia e degli assistenti pastorali “In un cuore intelligente risiede la sapienza. Giovani, università e discernimento”, promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma, 11 – 14 settembre). Dopo avere evidenziato le principali differenze tra le opportunità offerte agli under 30 da altre nazioni europee e il nostro Paese, Rosina afferma: “Dagli anni 80 teniamo i nostri giovani fermi in difesa: Anche la crisi economica ha contribuito alla loro permanenza in famiglia”. Analizzandone i “timori”, l’esperto spiega che per il 52% la concorrenza degli immigrati mette a rischio le proprie opportunità di lavoro ma, precisa, “questo accade soprattutto tra i meno istruiti” all’interno dei quali prevale anche la paura per l’automazione del lavoro e l’industria 4.0. Trasversale invece fra tutte le fasce – indipendentemente dal livello di istruzione – il timore per lo spostamento in avanti dell’età pensionabile che rappresenta la principale preoccupazione per tutti (73%). “Il rischio – avverte Rosina – è che le nuove generazioni si trovino schiacciate verso il basso da scelte che continuano a privilegiare le generazioni adulte”. Il paradosso è che “mentre l’occupazione over 55 sta crescendo rispetto alla media europea, quella degli under 30 sta rimanendo strutturalmente bassa”. Inoltre, “la percezione dell’occupazione come modalità di autorealizzazione ha lasciato spazio alla necessità di poter disporre di uno stipendio dignitoso”. Analizzando quali siano le loro aspirazioni la situazione invece si ribalta. “Qui – spiega l’esperto – dimostrano di avere voglia di mettersi in gioco, di sentirsi attivi, di conquistare il centro della scena e dimostrare quanto si vale. Purtroppo al momento questo è possibile soprattutto se si va all’estero, per gli expat”.

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