Scuola paritaria: Fidae e Fism, “alla convention di Verona per testimoniare la presenza e il nostro impegno”

La Fism sarà presente il 14 ottobre a Verona “in quanto convinta dell’importanza di costruire insieme una società plurale rispettosa della libertà di scelta di ciascuno, nel rispetto reciproco”. Lo ha affermato oggi al Copercom Biancamaria Girardi, presidente della Federazione italiana scuole materne, a proposito della convention “Esserci per educare” sulla scuola paritaria pubblica, in programma nella città scaligera e promossa da Agesc, CdO, Confap, Fidae, Fism e Msc Fidae. “Il far parte del Ssn – prosegue Girardi – esprime la volontà della Fism di offrire un servizio rispettoso e garante della libertà di educazione in una società plurale, e nel contempo di operare ponendo alla base del suo agire la cultura dell’incontro”. “L’azione educativa e formativa” della Federazione, aggiunge, “pone le sue radici nella visione cristiana della vita che dà senso e significato all’agire educativo delle scuole con lo scopo di realizzare una scuola attenta al mondo e alle proprie radici cristiane, operando con responsabilità per il bene dei bambini e della comunità tutta”. “La collaborazione e il dialogo fra i diversi soggetti istituzionali – osserva Girardi – è occasione per crescere insieme e dare testimonianza della ricchezza delle nostre realtà in termini educativi e formativi”. Con questa assise, spiega Virgina Kaladich, presidente di Fidae, “desideriamo ribadire, con forza e convinzione, insieme ad altre realtà”, che in ballo non c’è solo “il diritto ad esistere della scuola paritaria e della formazione professionale”, ma soprattutto “il contributo che danno all’educazione delle giovani generazioni”. Lo slogan del 14 ottobre è: “Tutti siamo scuola paritaria, e tutti dobbiamo testimoniare la nostra presenza ed il nostro impegno”. Quindi Kaladich invita tutti i soggetti della scuola a intervenire “numerosi” alla convention, affinché “gli studenti della scuola cattolica non vengano considerati studenti di serie B”. Inoltre, auspica che sia garantita ai genitori un’effettiva “libertà di scelta educativa, scelta che li porta anche a dover sopportare un’iniqua penalizzazione in termini economici”. Senza dimenticare gli insegnanti, il personale non docente, i dirigenti e i gestori delle scuole paritarie, che svolgono un vero e proprio “servizio pubblico dell’istruzione”.

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