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Comece: incontro con Ong, “riduzione progressiva dello spazio di azione della società civile”. I compiti della politica

Bruxelles: un momento del seminario promosso dalla Comece

(Bruxelles) Si riduce lo spazio per la partecipazione della società civile. L’osservazione arriva da Bruxelles dove nei giorni scorsi si è svolto un incontro ospitato dalla Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) con rappresentanti delle Ong e realtà di ispirazione religiosa coinvolti nella fornitura di servizi di base in vari settori (sanità, istruzione, sviluppo, promozione di democrazia, buona governance e stato di diritto) per “condividere esperienze in materia di riduzione dello spazio” si legge in una nota diffusa oggi dal segretariato Comece. L’analisi trova conferma in una relazione del Parlamento europeo dell’aprile scorso e nei dati del Centro internazionale per il diritto Non Profit secondo cui vi sono state “120 leggi restrittive adottate in 60 Paesi tra il 2012 e il 2015”: divieti di viaggio, rifiuti arbitrari di iscrizioni o restrizioni al finanziamento dall’estero, come anche la definizione-stigma di “agenti stranieri” o le false accuse di svolgere attività anti-statali o terroristiche. “Gli attori della società civile e i responsabili politici devono lavorare insieme per contrastare il fenomeno” con “indagini basate su prove per ottenere dati affidabili o ancora, incoraggiare canali diplomatici e dialoghi sui diritti umani” è l’invito che arriva dalla riunione Comece. Positiva la valutazione della votazione della settimana scorsa nel Comitato di sviluppo del Parlamento Ue su una proposta di relazione per affrontare il problema.

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