Papa in Colombia: Messa a Cartagena, no a “dramma lacerante della droga, sfruttamento del lavoro, traffico di esseri umani, abusi sui minori” e “asettica legalità pacifista”

“Non possiamo negare che ci sono persone che persistono in peccati che feriscono la convivenza e la comunità”. È il monito del Papa, che nella Messa di ieri a Cartagena ha citato il “dramma lacerante della droga, sulla quale si lucra in spregio a leggi morali e civili”, la devastazione delle risorse naturali e l’inquinamento, la “tragedia dello sfruttamento del lavoro”, ma anche i “traffici illeciti di denaro” e la speculazione finanziaria, “che spesso assume caratteri predatori e nocivi per interi sistemi economici e sociali, esponendo alla povertà milioni di uomini e donne”. Senza contare la prostituzione, “che ogni giorno miete vittime innocenti, soprattutto tra i più giovani rubando loro il futuro”. “Penso all’abominio del traffico di esseri umani, ai reati e agli abusi contro i minori, alla schiavitù che ancora diffonde il suo orrore in tante parti del mondo, alla tragedia spesso inascoltata dei migranti sui quali si specula indegnamente nell’illegalità”, ha proseguito Francesco, stigmatizzando anche quella “asettica legalità pacifista che non tiene conto della carne del fratello, la carne di Cristo”. “Non è possibile convivere in pace senza avere a che fare con ciò che corrompe la vita e attenta contro di essa”, il grido del Papa, che ha ricordato “tutti coloro che, con coraggio e senza stancarsi, hanno lavorato e hanno persino perso la vita nella difesa e protezione dei diritti della persona umana e della sua dignità. Come a loro, la storia chiede a noi di assumere un impegno definitivo in difesa dei diritti umani, qui, a Cartagena de Indias, luogo che voi avete scelto come sede nazionale della loro tutela”. Infine la preghiera: “Sono sicuro che oggi preghiamo insieme per il riscatto di coloro che sono stati nell’errore, e non per la loro distruzione, per la giustizia e non per la vendetta, per la riparazione nella verità e non nella dimenticanza. Preghiamo per realizzare il motto di questa visita: ‘Facciamo il primo passo!’, e che questo primo passo sia in una direzione comune”.

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