Venezuela: don Giorgetti (missionario), “sembra di essere al tempo dell’esilio in Babilonia”

“Sembra di essere al tempo dell’esilio in Babilonia: lenta avanza la fila dei venezuelani; migliaia e migliaia vanno in Colombia, ultima àncora di salvezza, per trovare le medicine. Altri giovani, a migliaia, sono fuggiti dal Paese in cerca di un futuro”. Così don Derno Giorgetti, missionario fidei donum in Venezuela, originario della diocesi di Cesena-Sarsina, racconta in una lettera inviata ieri al settimanale diocesano “Corriere Cesenate” e al Sir, la grave situazione nel Paese sudamericano. Secondo il sacerdote, “la situazione in Venezuela è resa ogni giorno più difficile dalla rigidità delle due parti: governo e opposizione”. “Devo dire con amarezza che non si vede alcuno spiraglio”, aggiunge, osservando che “le forze in gioco continuano ad avanzare su binari paralleli”. Due mesi fa circa, l’annuncio del governo di dar vita ad una “Costituente” che preparasse una nuova Costituzione. “Questa nuova Costituente non è stata richiesta e approvata dal popolo”. “L’opposizione e tantissime istituzioni civili hanno annusato il trabocchetto e si sono impegnate a fermare la ‘Costituente’”, spiega don Giorgetti, ricordando che “perfino la Conferenza episcopale, i governi d’America Latina e d’Europa, anche il Papa in persona, tutti si sono opposti alla Costituente. Come se niente fosse, il Governo non ha ascoltato alcuno”. Le elezioni ufficiali, previste per domenica 30 luglio, “si sono fatte in un silenzio impressionante. Pochi sono andati a votare”. “Ci sono state manifestazioni tutti i giorni – prosegue il missionario – con i soliti morti”. Il governo ha annunciato di aver ottenuto più di 8 milioni di voti e nonostante chi avesse fabbricato le macchine elettorali abbia informato che “queste sono state manipolate”, il Governo “imperterrito, è andato avanti, e ha adottato la nuova Costituente che, secondo loro, ha poteri assoluti”. “La popolazione, che per 80% non vuole Maduro, ha reagito, è scesa in strada, ha fatto barricate”, racconta don Giorgetti. “Tutte le manifestazioni sono state puntualmente represse e hanno causato, finora, più di 120 morti”. “Secondo i filo-governativi, la popolazione non fa la fame”, ma “c’è poco da scherzare” perché “il dollaro in una settimana è passato da 7mila a 16mila bolivares”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia

Informativa sulla Privacy